• spalla-congelata-cinque-cose-da-sapere

Spalla congelata: 5 cose da sapere

2018-01-03T12:35:26+00:00 3 gennaio 2018|

La spalla è un complesso articolare che congiunge la scapola, la clavicola e la testa dell’omero, la parte superiore dell’osso che costituisce il braccio.

È in assoluto l’articolazione più mobile del nostro organismo: in condizioni normali, il braccio può infatti muoversi in abduzione (o allontanamento) ed adduzione (avvicinamento al corpo) per un raggio molto ampio.

Allo stesso tempo, la spalla è estremamente delicata: è esposta a traumi che possono essere dovuti a colpi ricevuti o a movimenti impropri, ma anche l’usura dovuta agli anni o a posture e carichi di lavoro non corretti possono deteriorarne la funzionalità.

Come abbiamo scritto nell’articolo sulla cuffia dei rotatori, questa è il complesso di quattro tendini che tiene insieme le ossa della spalla e le lesioni tendinee sono frequentemente causa di dolore e difficoltà nei movimenti.

La spalla congelata o capsulite adesiva è una patologia che colpisce la capsula che protegge l’articolazione stessa, impedendo che i tendini vengano a contatto con le ossa; si determina quando l’ispessimento e l’irrigidimento dei tessuti dell’articolazione limita i movimenti che è possibile compiere con il braccio.

Che cos’è la spalla congelata?

La capsula, in una situazione normale (non patologica), ha la funzione di fare in modo che le ossa, i tendini ed i muscoli scivolino l’uno contro l’altro con un attrito minimo.

Il liquido sinoviale che scorre al suo interno, quasi assente in caso di capsulite adesiva, in condizioni normali garantisce sostegno e stabilizzazione, perché evita che le ossa aderiscano agli altri tessuti, graffiandoli e lesionandoli lentamente.

La spalla congelata è una condizione patologica che si ha quando la capsula diventa rigida e si formano delle bande di tessuto (che sono dette aderenze), che aumentano l’attrito dell’articolazione fino ad impedire a chi ne è colpito di muovere il braccio oltre un certo limite, sia da solo che quando è aiutato da un’altra persona (movimento passivo).

sintomi-spalla-congelata

Perché si chiama cosi?

La spalla congelata ha questo nome proprio in virtù del fatto che l’articolazione perde progressivamente la sua capacità di movimento, come se si stesse lentamente congelando o se le ossa si stessero fondendo fra loro (da cui il nome di capsulite adesiva).

È una malattia che può avere conseguenze secondarie molto gravi: spesso, nella fase acuta, il dolore può essere tanto intenso da impedire di dormire la notte.

Per via del suo lungo decorso può inoltre causare problemi alle altre articolazioni per via della postura che si assume per compensare la perdita di mobilità; infine, può portare all’incapacità di concentrarsi e di svolgere i propri compiti quotidiani per via della deprivazione del sonno e della continua assunzione di antidolorifici, che in casi gravi può persino diventare un fattore di rischio per la depressione.

Quali sono le cause?

In alcuni casi, è impossibile determinare le cause esatte della capsulite adesiva.

In ogni caso, fra i fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa malattia, possiamo elencare:

  • il diabete, il morbo di Parkinson ed alcune malattie della tiroide;
  • le malattie cardiovascolari, specialmente se causano un afflusso più scarso di sangue alla spalla;
  • l’immobilizzazione forzata dell’arto, per via di fratture, interventi chirurgici o traumi (per esempio, i colpi o gli stiramenti che causano lesioni ai tendini dei rotatori).

Identificare rapidamente la spalla congelata ed affidarsi subito alle cure di uno specialista può ridurre in modo sensibile la durata ed i sintomi della malattia, che tende invece a peggiorare se non è trattata o è trascurata per lunghi periodi di tempo.

Come riconoscere la spalla congelata

È una patologia che colpisce prevalentemente nell’arco di età che va dai 40 ai 60 anni ed è più frequente nelle donne che negli uomini.

L’esordio della malattia può avvenire con un dolore improvviso, di solito a seguito di un movimento ampio, che va poi peggiorando nell’arco dei giorni (fase di congelamento).

La diminuzione del movimento passivo è una delle caratteristiche che distingue la capsulite adesiva da altre patologie che affiggono la stessa articolazione, come la lesione della cuffia dei rotatori.

Il dolore che deriva dalla spalla congelata è molto fastidioso ed è di solito localizzato nella parte superiore dell’articolazione, sul lato esterno, sebbene possa facilmente irradiarsi anche al braccio.

La spalla congelata solitamente segue un decorso che si può riassumere in tre fasi:

  1. la fase detta di “raffreddamento”, durante la quale la spalla perde progressivamente mobilità ed il dolore aumenta, specialmente quando ci si avvicina al limite delle possibilità di movimento. Può durare fra sei settimane e nove mesi;
  2. la fase detta “congelamento”, durante la quale il dolore migliora leggermente ma la rigidità articolare è al massimo ed il raggio dei movimenti possibili è minimo. È frequente che duri dai quattro ai nove mesi;
  3. la fase detta di “disgelo”, dalla durata molto variabile (fra i sei mesi ed i due anni), durante la quale il dolore e la rigidità dell’articolazione si risolvono lentamente.

Il trattamento antinfiammatorio e una corretta fisioterapia sono essenziali per la risoluzione definitiva della capsulite adesiva e possono influenzare notevolmente la durata della fase di “disgelo”.

spalla-congelata-intervento-chirurgico

Come curare la spalla rigida o congelata?

La capsulite adesiva può essere trattata in vari modi, a seconda dell’intensità del dolore, dell’età del paziente e della sua costanza nell’effettuare le terapie mediche e la fisioterapia.

Prima di tutto, è necessario identificare (se esiste) la causa primaria della patologia, che deve essere trattata per evitare di vanificare il lungo percorso di trattamento con una ricaduta.

Trattamento conservativo

Il trattamento standard prevede la somministrazione di farmaci antinfiammatori per tutta la durata della malattia e la fisioterapia, specialmente durante la seconda e la terza fase (“congelamento” e “disgelo”).

Intervento chirurgico per la spalla congelata

È possibile in molti casi risolvere il problema senza l’ausilio di trattamenti chirurgici.

La chirurgia artroscopica può d’altra parte essere una soluzione ottimale, perché in alcuni casi permette la manovra di liberazione della capsula, che può essere risolutiva nello sbloccare l’articolazione.
La chirurgia può inoltre essere indicata per le eventuali lesioni dei tendini che a volte possono accompagnarsi alla spalla congelata.