Per comprendere con chiarezza la sindrome da impingement – o sindrome da conflitto – bisogna proprio concentrarsi sul suo nome.

Ogni volta che il nostro braccio viene alzato sopra un certo angolo (45°) si verifica un restringimento dello spazio tra la testa dell’omero e l’acromion, dove scorrono i tendini della cuffia dei rotatori.

Nella ripetizione di alcuni gesti atletici o, più semplicemente, lavorativi, l’aumento dell’attrito – dovuto proprio al naturale restringimento dello spazio subacromiale – provoca infiammazione e la progressiva degenerazione del tendine.

Dopo averne chiarito le cause, ora sarà più semplice ritrovarsi anche nei sintomi e analizzare insieme le soluzioni terapeutiche, conservative e chirurgiche: ecco l’obiettivo del nostro approfondimento.

La sindrome da impingement o conflitto subacromiale, è una sintomatologia che provoca dolore alla spalla e consiste nella compressione del tendine del muscolo sovraspinato durante il movimento di sollevamento del braccio e nella fase di ritorno alla posizione iniziale.

La spalla, viene sostenuta dalla presenza di muscoli e tendini:

  • il sovraspinoso;
  • il sottospinato;
  • il piccolo rotondo;
  • il sottoscapolare.

L’insieme di muscoli, tendini e struttura articolare è chiamata cuffia dei rotatori.

In questo articolo spiegherò in cosa consiste la sindrome da impingement, passando in rassegna le cause, i sintomi e le possibili cure, cercando di essere il più chiaro ed esaustivo possibile.

Che cos’è la sindrome da impingement?

acromion spalla

La sindrome da impingement è una patologia che può portare alla graduale degenerazione del tendine del muscolo sovraspinato, uno dei quattro muscoli della cuffia dei rotatori.

Considerando che ogni volta che il braccio viene alzato oltre i 45° si verifica un restringimento dello spazio fra la testa dell’omero e l’acromion, è necessario che i muscoli in questo spazio non siano compressi.

Nel caso della sindrome da impingement, nel momento del restringimento dello spazio tra queste due ossa, viene compresso il tendine del muscolo sovraspinato: questa condizione se non trattata può portare alla rottura del tendine in questione, con una conseguente impossibilità di utilizzo del braccio.

Il dolore aumenta progressivamente arrivando a compromettere i movimenti più semplici, addirittura insorgendo la notte, con il braccio a riposo.

Conflitto subacromiale: le cause

La causa principale della sindrome da impingement è lo squilibrio dei muscoli che sottendono ai movimenti della spalla.

I soggetti più colpiti sono uomini e donne di età superiore ai 50 anni che svolgono lavori manuali e attività sportive che prevedono il sollevamento ripetuto del braccio durante il giorno.

È proprio la ripetizione di determinati gesti lavorativi o atletici come, ad esempio, il classico esercizio delle tirate al mento praticato durante l’allenamento in palestra, a provocare questo fenomeno.

Ci sono però anche altre cause che possono ridurre lo spazio acromiale e favorire la patologia:

  • avere un acromion uncinato o incurvato verso il basso che riduce lo spazio subacromiale in cui scorre il tendine del sovraspinato;
  • soffrire di tenosinovite o infiammazione ai tendini;
  • avere subito traumi;
  • soffrire di borsite alla spalla;
  • soffrire di artrosi;
  • avere la tendenza alla formazione di osteofiti.

Sindrome da impingement: i sintomi

cause sindrome da impingement

I sintomi del sindrome da conflitto subacromiale sono di diversa natura e variano a seconda della gravità della patologia.

I casi di impingement possono essere di tre gradi:

  1. edema ed emorragia: quando i danni sono provocati da traumi o iperattività. Di solito ne soffrono gli sportivi di età inferiore ai 25 anni;
  2. borsiti e tendiniti: in questi casi a risentirne sono, in particolare, gli uomini dai 25 ai 40 anni che difficilmente riescono a guarire del tutto;
  3. tendinosi gravi e lesioni dei tessuti tendinei: questo stadio elevato della malattia colpisce in particolare uomini e donne della fascia over 50.

In generale, è bene rivolgersi a uno specialista quando cominciano a comparire alcuni tra questi sintomi, più o meno intensi, premonitori della patologia:

  • dolore alla spalla e al braccio;
  • limitazione dei movimenti e delle funzionalità dell’arto;
  • rigidità nell’esecuzione dei movimenti;
  • dolore notturno in situazione di riposo e sonno difficoltoso;
  • eccessiva stanchezza e nervosismo;
  • atrofia muscolo-tendinea.

Anche nel caso in cui si accusino uno o più sintomi tra quelli elencati, per emettere una diagnosi certa di sindrome da impingement, è utile eseguire alcuni test:

  • il test di Neer;
  • il test di Yocum;
  • il test di Jobe.

Questi test, che potete approfondire in questo articolo dedicato, vengono considerati positivi quando, nel momento della loro realizzazione, si manifesta dolore nella parte interessata oppure difficoltà nello svolgimento.

Il test di Neer è sicuramente il più conosciuto: l’ortopedico, alle spalle del paziente, stabilizza la scapola con una mano ed eleva il braccio del paziente. Questo movimento serve per escludere o per confermare il conflitto sub acromiale in caso di dolore.

Tuttavia, a seguito di questa manovra, è necessario eseguire esami specialistici, quali la risonanza magnetica, la TAC o l’ecografia, al fine di valutare la gravità della situazione.

sindrome impingement soluzioni

Sindrome da impingement: soluzioni conservative e chirurgiche

Una volta ottenuta la diagnosi, è bene che, chi soffre di conflitto subacromiale si rivolga al più presto a un chirurgo ortopedico perché, in alcuni casi, se la patologia viene presa per tempo, una terapia riabilitativa a lungo termine può aiutare a risolvere il problema evitando di ricorrere a cure mediche o farmacologiche più intensive.

Nelle situazioni più gravi oppure quando la patologia è a uno stadio avanzato, ad esempio in presenza di calcificazioni e aderenze o quando la conformazione dell’osso acromiale è spiovente o allungata, oltre alla somministrazione a livello orale o locale di farmaci antinfiammatori e analgesici, potrà essere necessaria un’operazione chirurgica a cui far seguire uno o più cicli riabilitativi.

L’acromionplastica, ad esempio, è un intervento chirurgico di riparazione dell’articolazione acromion claveare effettuato in artroscopia che può regolarizzare l’acromion, ovvero la prominenza ossea della scapola.

Questa operazione, pur migliorando i sintomi della spalla, deve essere considerata parte di un intervento più complesso atto a riparare i tendini della cuffia dei rotatori.

Tempi di recupero post operatorio

Chi si sottopone a un’artroscopia della spalla, necessita di circa 3 mesi (durante i quali non sono previsti né tutori, né ingessature), per ottenere una guarigione completa.

Inizialmente, verrà prescritto un ciclo di antinfiammatori e degli impacchi con ghiaccio da effettuare sulla zona operata ma, già dopo qualche giorno, il paziente potrà notare un graduale miglioramento del movimento articolare della spalla.

Sarà comunque necessario seguire un percorso riabilitativo con esercizi mirati che, trascorsi alcuni mesi, permetteranno di raggiungere il recupero completo dell’arto in assenza di dolore.