Tempo di Lettura: 4 minuti

La spalla è un importante elemento anatomico, un complesso articolare che congiunge il braccio con il tronco. Viene utilizzata quasi di continuo ed è piuttosto delicata, sia per via degli sforzi cui è spesso sottoposta, sia a causa dell’ampissimo raggio di movimenti che deve consentire.

Non è infatti raro che i tessuti molli:

  • tendini;
  • cartilagini;
  • legamenti;
  • muscoli,

che contribuiscono alla stabilizzazione della spalla si infiammino.

In tali occasioni si possono manifestare sintomi dolorosi e limitazioni dei movimenti, che per fortuna nella maggior parte dei casi si risolvono semplicemente attraverso un breve periodo di riposo e l’assunzione di farmaci antinfiammatori.

Che cos’è la tendinite calcifica?

Le tendiniti calcifiche [morbo di Duplay] o come in passato venivano chiamate le periartriti, sono patologie riguardanti sempre il complesso della cuffia dei rotatori che vengono però invase da calcificazioni.

Uno dei problemi connessi a queste infiammazioni periodiche è che in alcune persone possono determinare, per motivi non del tutto chiari, il deposito di calcificazioni sulla superficie dei tendini.

Queste piccole escrescenze calcificate, nella fase iniziale sono spesso completamente asintomatiche e proprio per questo possono contribuire al deterioramento dei tessuti, alimentando ulteriormente l’infiammazione in un circolo vizioso o addirittura danneggiando irrimediabilmente tendini e legamenti.

Le fasi della periartrite

dolore-alla-spalla-donna-mezza-eta

La periartrite che porta al deposito delle calcificazioni ha di solito un processo evolutivo che si declina in tre distinte fasi:

  1. il calcio si deposita all’interno del muscolo che è interessato, nella zona più vicina ai tendini. È questa la fase che solitamente è asintomatica, almeno fino a quando l’aumento dell’attrito non scatena l’infiammazione;
  2. prevede il ristagno delle calcificazioni, accompagnato per l’appunto da uno stato infiammatorio, che non si risolve velocemente come per una comune infiammazione.
  3. è caratterizzata dal riassorbimento del materiale ed è la più dolorosa. Non sempre il problema si risolve del tutto; specialmente se la patologia non è trattata in maniera appropriata, è possibile che il problema recidivi anche in tempi piuttosto rapidi.

I sintomi e le cause di una tendente calcifica

Il dolore conseguente alla tendinite calcifica di solito esordisce in maniera graduale e si manifesta inizialmente soltanto quando si muove il braccio.

L’infiammazione può però causare la comparsa di sintomi anche a riposo e lo stesso dolore può diventare molto intenso, specialmente nella terza fase, quella del riassorbimento.

Nel caso si sospetti una tendinite calcifica è importante rivolgersi alle cure di un medico che abbia un’esperienza specifica della patologia, perché è necessario che sappia trovare le ragioni per le quali il problema si è manifestato e quindi formulare una strategia adatta a risolverlo definitivamente.

Perché la tendinite calcifica non è la causa primaria del problema

Infatti, attraverso alcuni tipi di trattamento si possono facilmente eliminare le calcificazioni, ma queste tenderanno quasi sempre a recidivare, dopo un periodo di tempo variabile.

Questo avviene perché nella grande maggioranza dei casi il motivo per il quale compaiono le calcificazioni è legato ad un problema differente, che causa uno squilibrio fra le strutture che fanno parte del complesso articolare.

Alcuni esempi potrebbero essere l’artrosi, che può essere sia la causa che uno degli effetti della tendinite calcifica, uno squilibrio nella forza dei muscoli, un deterioramento di tendini e legamenti o altre patologie che colpiscono la spalla.

In ogni caso, se non si elimina il problema che ha favorito l’insorgere della tendinite calcifica, oltre al rischio di recidiva è probabile che le altre strutture anatomiche si danneggino ulteriormente.

La spalla deve infatti essere considerata come un sistema unico, nel quale il deterioramento di un elemento danneggia inevitabilmente anche quelli che gli sono contigui; è anche da questa caratteristica che deriva la sua fragilità.

Tre esercizi utili contro la tendinite calcifica

esercizi-periatrite

Per evitare di dover per forza ricorrere alla consulenza di un medico specialista, ma soprattutto di incorrere in condizioni dolorose e che impattano sulla vita quotidiana come la tendinite calcifica, la miglior ricetta è senza dubbio effettuare la giusta quantità di esercizio fisico.

La prevenzione degli infortuni muscolari passa infatti sempre dalla loro buona “manutenzione”, ovvero dal praticare i giusti esercizi per mantenere le strutture forti e flessibili allo stesso tempo.

In ogni caso, ho descritto qui sotto tre esercizi che si possono tentare anche quando l’infiammazione ed il dolore sono presenti (naturalmente a condizione che non siano eccessivi).

Esercizio 1

In posizione eretta, con le braccia lasciate a riposo lungo i fianchi, spingere gradualmente le spalle indietro e facendo in modo da unire le scapole ed avvicinare leggermente i gomiti dietro la propria schiena.

Mantenere poi la posizione per 5-10 secondi. Questo esercizio serve a migliorare il posizionamento delle spalle e può essere utile anche in caso il dolore sia presente, per alleviarlo.

Esercizio 2

Seduti su una sedia, con le mani appoggiate alle cosce, effettuare 20 lente rotazioni consecutive di entrambe le spalle all’indietro, facendo attenzione a non muovere il tronco; è possibile appoggiare la schiena allo schienale della sedia, se questo non ostacola le rotazioni.

È importante che le rotazioni siano fatte senza fretta, iniziando da sollevare le spalle per poi portarle gradualmente indietro.

Esercizio 3

Nella stessa posizione dell’esercizio numero uno, provare lentamente ad unire le mani, intrecciando le dita fra loro con i palmi rivolti all’insù.

Estendere lentamente le mani, mantenendole intrecciate, verso il basso, mentre si solleva la testa e poi la si spinge leggermente all’indietro.

Mantenere la posizione per 5-10 secondi.

Questo esercizio è il più “difficile” dei tre, quindi è bene assicurarsi che il dolore non sia eccessivo e che la flessibilità della spalla sia sufficiente, prima di effettuarlo.