• tendinite-calcifica-alla-spalla-di-donna-anziana

Tendinite calcifica della spalla: guarire con la chirurgia artroscopica

2018-09-12T09:37:37+00:0029 agosto 2018|

Una tra le cause più comuni del dolore alla spalla negli adulti è la tendinite calcifica, detta anche periartrite, ovvero una patologia caratterizzata dalla presenza di calcificazioni all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori.

La malattia prende questo nome poiché si presenta con due alterazioni biologiche dei tessuti: un’alterazione infiammatoria del tendine che provoca la formazione e l’accumulo di depositi di calcio e un’alterazione calcifica che produce il deposito minerale.

La presenza di calcificazioni che generalmente causano irritazione, tende a procurare infiammazione, rigonfiamento del tendine e conseguente dolore alla spalla. Quest’ultimo si verifica, in particolare, ogni volta che si solleva il braccio sopra la testa. L’evoluzione della tendinopatia calcifica si può riassumere in tre fasi:

  1. la formazione;
  2. la calcificazione;
  3. il riassorbimento.

La fase più dolorosa è sicuramente l’ultima.

Il tendine più colpito è il sovraspinato ma la patologia, in percentuale minore, può comparire anche a livello del sottospinoso, del piccolo rotondo e del sottoscapolare; nella fase di riassorbimento, anche la borsa sottoacromiale può esserne coinvolta.

Tendinite calcifica: perchè colpisce più le donne

Studi e ricerche di settore evidenziano come la malattia colpisca in prevalenza la popolazione femminile in età adulta. I lavori domestici, spesso, sono all’origine della tendinite calcifica che, in questi casi, interessa soprattutto la spalla destra. In generale, si parla di metaplasia calcifica nei soggetti di età compresa tra i 40 e i 50 anni e di forma degenerativa della malattia nella fascia tra i 60 e i 70 anni. Nel caso delle persone più anziane può essere bilaterale e colpire entrambe le braccia.

Le donne con problemi endocrini e dismetabolici, con patologie della tiroide, diabete mellito, disordini ormonali e irregolarità del ciclo mestruale sono più predisposte a contrarre la periartrite. Alta probabilità di soffrire di questa malattia si riscontra anche nei pazienti con lesioni alla cuffia dei rotatori e con profilo dell’osso acromiale curvo o uncinato.

tendinite calcifica spalla movimento

Le cause della periartrite

Negli anni si è scoperto che le cause della tendinite calcifica possano essere di diversa natura:

  • diminuzione dell’apporto di ossigeno al tendine della cuffia dei rotatori;
  • trasformazione delle cellule tendinee in cellule produttrici di calcio attraverso il processo della metaplasia. In questo caso il deposito di calcio si trova nel tendine;
  • degenerazione del tendine causata dall’invecchiamento e dall’usura. Il tessuto tendineo calcifica (calcificazione degenerativa) e si posiziona in corrispondenza dell’inserzione del tendine sull’omero (disinserzione del tendine dalla testa omerale);
  • pressione sui tendini a causa del sollevamento del braccio ripetuto frequentemente.

Tendinite della spalla: sintomi principali e diagnosi 

I pazienti affetti da tendinite calcifica accusano, solitamente, un dolore molto intenso alla parte anteriore o laterale della spalla, accompagnato da rigidità e da una generale limitazione dei movimenti. Il fastidio si intensifica quando si compie l’azione di sollevare il braccio oltre la testa. Esistono pazienti che lamentano una generale debolezza muscolare e malessere notturno anche quando il braccio è a riposo.

Come già anticipato, il dolore alla spalla compare per lo più durante la fase di riassorbimento della malattia ovvero quando il deposito di calcio è in forte pressione all’interno del tendine ed è così potente da rendere difficoltoso lo svolgimento anche dei gesti più comuni.

Per ottenere una diagnosi certa è necessario rivolgersi a uno specialista che, tendenzialmente, prescriverà una radiografia di verifica in proiezione anteo-posteriore con il braccio intrarotato ed extra rotato.
In alcuni circostanze, sarà utile una TAC o una risonanza magnetica per stabilire dov’è localizzata la calcificazione.

Tendinite calcifica: trattamento e cura

I casi meno gravi di tendinopatia calcifica possono risolversi con il graduale riassorbimento dei depositi di calcio, senza la necessità di una terapia chirurgica.

Spesso, invece, si tende a trattare l’area colpita con una terapia a onde d’urto (ESWT) oppure con metodi classici quali le infiltrazioni di cortisone o i lavaggi endoscopici. Scopo di questi trattamenti è quello di combattere la calcificazione ossea che viene erroneamente considerata la causa della patologia. In realtà non sempre è così.

Onde d’urto, infiltrazioni e lavaggi possono dare beneficio temporaneo ma il dolore, nel tempo, tornerà a comparire. Questo perché le calcificazioni, soprattutto se di misura superiore a 1 cm, spesso sono delle vere e proprie lesioni tendinee che per risolversi, necessitano di un intervento di chirurgia artroscopica eseguito in anestesia locale.

Una delle situazioni che più frequentemente mi capita di vedere in ambulatorio è proprio un paziente che ha avuto più episodi di tendiniti calcifiche, trattate molto spesso con onde d’urto, o ancora con la vecchia metodica di infiltrazione di cortisone.

Il beneficio momentaneo non risolve il problema che dopo qualche tempo tenderà a ripresentarsi.

tendinite calcifica spalla sala operatoria

Tendinopatia calcifica: guarire con la chirurgia artroscopica

Questo tipo di operazione permette di rimuovere definitivamente la calcificazione della spalla oltre a riparare il tendine lesionato o disinserito dalla testa omerale.

Durante l’artroscopia, il medico utilizza una piccola telecamera attraverso la quale vede dove sono posizionati i depositi di calcio e li toglie utilizzando strumenti chirurgici che vengono inseriti all’interno di piccole incisioni.

Tale procedura permette la massima precisione e accuratezza, oltre al trattamento di ulteriori eventuali lesioni altrimenti non visibili.

Riabilitazione e decorso postoperatorio

Grazie agli interventi di chirurgia artroscopica, il dolore, il sanguinamento e il gonfiore postoperatorio sono notevolmente ridotti.

Anche i tempi di recupero sono molto più veloci di un comune intervento alla spalla. Per un miglioramento completo, sarà necessario un ciclo riabilitativo della durata di circa 6 mesi, finalizzato al recupero di tutte le funzioni del braccio che permetteranno il ritorno alle normali attività quotidiane.