Il dolore alla spalla è uno dei sintomi più comuni che si possono riscontrare nelle persone che abbiano superato i 40 anni. Può essere di intensità differenti, manifestandosi come un leggero fastidio quando si muove il braccio oppure come un dolore intenso presente anche a riposo, di solito accompagnato da una limitazione dei movimenti che è possibile compiere con il braccio. La causa più frequente del dolore alla spalla è l’infiammazione di uno (o più) fra i tendini della spalla che permettono la maggior parte dei movimenti del braccio.

Cos’è la cuffia dei rotatori

articolazione della spalla

Questi tendini sono quattro:

  • il sovraspinato;
  • il sottoscapolare;
  • il piccolo rotondo;
  • il sottopinato.

I tendini si avvolgono intorno alla testa dell’omero, formando una specie di guaina che prende il nome di cuffia dei rotatori, proprio perché la sua forma ricorda quella di una cuffia. Si tratta di una struttura molto importante: oltre a permettere l’ampio raggio di movimenti che il braccio è normalmente in grado di compiere, conferisce stabilità all’articolazione, impedendo che la testa dell’omero si distacchi dalla sua posizione naturale all’interno della cavità glenoidea.

Infiammazione alla cuffia dei rotatori: i sintomi

Quando uno dei tendini della cuffia dei rotatori è infiammato, nelle prime fasi il dolore si riscontra solo quando si effettua un movimento che sollecita il tendine stesso. Se la patologia è diagnosticata subito, di solito si può risolvere attraverso trattamenti non invasivi come la fisioterapia, il riposo ed i farmaci antinfiammatori.

Se l’infiammazione viene trascurata o se il trauma che l’ha causata ha danneggiato eccessivamente il tendine, l’evoluzione della patologia porta ad un aumento del dolore, che può essere presente anche a riposo, e ad una maggiore limitazione dei movimenti. In questi casi è probabile che si renda necessario un intervento chirurgico di ricostruzione ed i tempi per la riabilitazione si allungano notevolmente.

Come dormire con il dolore alla spalla

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Un problema simile incide chiaramente anche sulla qualità del riposo: prendere sonno sarà più difficile e, nel corso del sonno, un movimento involontario potrebbe causare un dolore improvviso, destando il paziente. Inoltre, nelle fasi avanzate della patologia, il dolore tende ad aumentare proprio quando i muscoli sono a riposo.

Le tre posizioni migliori

Non è semplice cambiare le proprie abitudini, specialmente quelle che riguardano il sonno ed il riposo. Esistono però una serie di accorgimenti che si possono adottare per limitare il dolore ed il disagio. Vediamo di seguito tre posizioni che possono essere utili per dormire con il dolore alla cuffia dei rotatori:

  • dormire seduti: la posizione seduta, su una poltrona o su un letto reclinabile (se lo avete a disposizione), può essere molto utile, in particolare nei primi giorni dopo l’infortunio. Alcuni pazienti riescono ad adottare questa posizione anche su un letto normale, mettendo più cuscini dietro la schiena;
  • dormire su un fianco: è possibile adottare anche questa posizione, ovviamente senza appoggiare la spalla infortunata. Consiglio sempre ai miei pazienti di tenere un cuscino fra le ginocchia, per aiutare il corpo a mantenere una posizione equilibrata e rendere più difficili i dolorosi movimenti involontari;
  • dormire supini: alcuni pazienti riescono a dormire supini nonostante l’infortunio. In questo caso è però indispensabile mettere un cuscino sotto la spalla infortunata, in modo che la cuffia dei rotatori sia protetta da tensioni eccessive.

La posizione da evitare

Assolutamente da evitare è quella prona (a pancia in giù), perché costringe le spalle in avanti ed aumenta significativamente il disagio. Chi dorme solitamente in questa posizione dovrebbe provare a cambiarla, almeno fino a quando l’infortunio non si sia risolto.

Come alleviare il dolore prima di coricarsi?

  • Applicare ghiaccio sulla spalla infortunata per 15-20 minuti prima di prendere sonno può ridurre il dolore in modo significativo, facilitando il riposo;
  • i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono essere assunti anche poco prima di dormire perché, fra l’altro, possono indurre una leggera sonnolenza. Ovviamente devono essere prescritti dal proprio medico;
  • A partire da 48-72 ore dopo l’infortunio, il calore può avere un effetto rilassante su tendini e muscoli e può essere quindi utilizzato per lenire l’infiammazione. Applicare una borsa d’acqua calda sulla spalla o fare una doccia calda può avere effetti sorprendentemente positivi.

Cosa fare durante il giorno?

dolore spalla esercizi fisioterapia

Una volta che l’infortunio sia sulla via della guarigione, un programma di esercizio fisico moderato, specialmente se è praticato lontano dalle ore del riposo, può avere un effetto paragonabile a quello dei farmaci antinfiammatori. È da evitare, invece, qualsiasi sforzo serale o notturno.

Consigli per migliorare la qualità del sonno

  • Cerca di dormire sempre agli stessi orari: durante la convalescenza, mantenere un ritmo di vita regolare ti aiuterà a migliorare la qualità del sonno. Un riposo adeguato è fondamentale per guarire l’infiammazione;
  • indossa una fascia contenitiva quando dormi: ti aiuterà ad evitare i movimenti involontari, che possono disturbare il tuo riposo o addirittura svegliarti nel mezzo della notte;
  • valuta se sia il caso di cambiare il tuo materasso: se è troppo duro o troppo morbido non ti sarà d’aiuto nel mantenere la postura corretta. Un materasso troppo vecchio o non adeguato potrebbe addirittura essere fra i fattori che hanno contribuito a creare l’infiammazione.