La medicina rigenerativa è una serie di tecniche, sviluppate nell’ultima parte del secolo scorso, che inizialmente erano impiegate allo scopo di favorire la rigenerazione dei tessuti ustionati o, comunque, molto deteriorati.

Il naturale invecchiamento cellulare e l’usura dovuta ai traumi, sia lievi che importanti, causano il deterioramento dei tessuti molli, come quelli che circondano il complesso articolare della spalla.

La medicina specialistica ortopedica sfrutta queste tecniche per stimolare il potenziale di rigenerazione, intrinseco negli stessi tessuti.

Attraverso la medicina rigenerativa siamo in grado, in alcuni casi selezionati, di migliorare significativamente il decorso delle patologie ortopediche o di accelerare ed aumentare il recupero funzionale a seguito di un intervento di ricostruzione.

Funzione antinfiammatoria del PRP

prp spalla

Tecniche come PRP o Lipogems hanno infatti una duplice valenza: oltre a favorire la rigenerazione, sono in grado di lenire l’infiammazione, che è la principale causa scatenante della degenerazione dei tessuti.

È possibile approfondire l’utilizzo della medicina rigenerativa attraverso un altro utile approfondimento che ho scritto sull’argomento proprio sul ruolo del PRP nelle lesioni tendinee della spalla.

In questo modo, si arresta il circolo vizioso che si sviluppa quando la degenerazione dei tessuti e l’infiammazione si alimentano a vicenda.

L’effetto antinfiammatorio è l’elemento più importante della medicina rigenerativa perché permette di rallentare considerevolmente il deterioramento della parte dei tessuti ancora sana, che permette all’articolazione di funzionare.

Funzione rigenerativa del PRP

Stimolare il potenziale rigenerativo è però possibile soltanto se questo esiste.

La funzione rigenerativa non compie miracoli e non consente di ricreare dal nulla strutture anatomiche troppo deteriorate o addirittura non più esistenti: per questo motivo è bene precisare che, in linea generale, la stimolazione rigenerativa è utile in misura maggiore alle persone più giovani o cui sia stato diagnosticato un problema di portata limitata.

Questo non significa che i pazienti non possano comunque beneficiare della funzione antinfiammatoria indotta attraverso le medesime tecniche.

Inoltre, poiché i meccanismi della rigenerazione non sono ancora perfettamente compresi dalla scienza, non è raro che i risultati non rispecchino perfettamente le previsioni (sia in positivo che in negativo).

Cosè il PRP?

test visita specialistica spalla

Il Gel piastrinico o Plasma Ricco in Piastrine (PRP) è un preparato autologo, che si ottiene prelevando materiale ematico dal paziente.

La piccola quantità di sangue che è estratta viene poi centrifugata per eliminarne le impurità ed è applicata localmente presso la sede della degenerazione.

Si tratta, come dice il nome, di un preparato ricco di piastrine, che contiene i fattori di crescita utili alla rigenerazione dei tessuti.

È una tecnica ad invasività scarsissima, che può essere ripetuta molte volte (infatti quasi tutti i protocolli prevedono più applicazioni) e non da luogo a reazioni di rigetto, in quanto il materiale è prelevato dal paziente stesso.

Cos’è il Lipogems?

Anche la tecnica basata sulle cellule staminali del tessuto adiposo (Lipogems) si basa su un preparato autologo; la differenza, come dice anche il nome, è che si tratta di una piccola quantità di cellule prelevate dal grasso del paziente, attraverso una piccola liposuzione.

Le cellule sono poi trattate per filtrazione (sempre per eliminarne le impurità) ed applicate sempre sulla parte da rigenerare.

Questa tecnica è generalmente più efficace di quella che utiizza il PRP, ma soltanto in alcuni tipi di paziente; ha inoltre lo svantaggio di un’invasività maggiore perché la liposuzione, sebbene sia molto limitata, deve essere effettuata da un chirurgo in sala operatoria.

I limiti della medicina rigenerativa

Come ho accennato, il principale limite delle tecniche di medicina rigenerativa è intrinseco nella sua natura: sono in grado di stimolare il potenziale rigenerativo del paziente solamente quando esso sia presente. Mentre l’effetto antinfiammatorio è sempre riscontrabile, quello di rigenerazione è più efficace, paradossalmente, nei pazienti la cui patologia è meno avanzata.

I meccanismi che entrano in gioco non sono comunque ancora compresi del tutto e non è sempre facile prevedere i risultati; data anche la scarsa invasività di tecniche come PRP o Lipogems, vale quindi spesso la pena di provare.

Lesioni alla cuffia dei rotatori: la cura con il PRP

esercizi infiammazione cuffia dei rotatori

Uno dei fattori principali responsabili delle patologie che colpiscono la cuffia dei rotatori è il deterioramento delle cartilagini articolari, che causa stress ai tendini che ne fanno parte perché aumenta l’attrito che essi devono superare per far muovere il braccio.

In questo senso, il duplice effetto antinfiammatorio e rigenerativo dei trattamenti può favorire un rallentamento del problema solamente se la patologia è diagnosticata precocemente ed i tendini della cuffia dei rotatori non si siano già lesionati.

Indicazioni di trattamento: la medicina rigenerativa come trattamento adiuvante

Se alla diagnosi i tendini mostrano invece lesioni evidenti, non è possibile ottenere la loro guarigione completa solo attraverso la riabilitazione e la medicina rigenerativa.

In questi casi, nei quali si rende necessaria la ricostruzione chirurgica dei tessuti, l’uso di queste tecniche può comunque rivelarsi quasi altrettanto utile: può essere un importante complemento alla riabilitazione fisica durante la fase di recupero dall’intervento, accelerandola e migliorandone l’esito finale.

Cosa fare dopo?

A ridosso del trattamento di medicina rigenerativa (nelle 48 ore successive) è bene astenersi dagli sforzi fisici e dall’assunzione di farmaci antinfiammatori, che potrebbero ridurre l’efficacia dell’applicazione.

In seguito, è consigliabile riprendere a svolgere gli esercizi che lo specialista della riabilitazione dovrebbe aver programmato o comunque ricominciare a mobilizzare la spalla, rinforzando l’effetto di rigenerazione.

È possibile che il protocollo preveda più di una seduta, a distanza di qualche giorno o qualche settimana: seguire le indicazioni diligentemente è molto importante per non compromettere l’efficacia del recupero funzionale.