Introduzione

In questo articolo parliamo di cosa fare in caso di borsite alla spalla.

Le borse sierose: piccole sacche che si trovano in corrispondenza delle più importanti articolazioni del corpo, come ad esempio i gomiti, le caviglie, le ginocchia e, per l’appunto, le spalle.

Servono a minimizzare l’attrito che si crea fra le superfici ossee interessate dalle articolazioni e contengono il liquido sinoviale, una soluzione prodotta dal nostro corpo allo scopo di lubrificare le cavità articolari.

La borsa sierosa corrispondente all’articolazione della spalla si chiama borsa subacromiale perché si trova per l’appunto sotto il processo acromiale (che è una escrescenza della scapola), fra il muscolo deltoide ed il muscolo sovraspinoso, due fra i muscoli che permettono i movimenti della spalla.

Che cos’è la borsite alla spalla

Proprio la sua prossimità a queste parti anatomiche, che sono spesso in movimento, può essere causa dell’infiammazione della borsa acromiale, per via di un trauma o a causa dell’eccessivo utilizzo dell’articolazione stessa.

La reazione che si sviluppa all’infiammazione è un aumento significativo e spesso doloroso dell’attrito fra le superfici articolari: la borsa si gonfia, assorbendo liquidi ed alimentando ulteriormente l’infiammazione in una sorta di circolo vizioso.

Se trascurata, la borsite può causare serie limitazioni delle possibilità di movimento, fino ad arrivare al blocco completo dell’articolazione.

I sintomi della borsite alla spalla

Dolore e gonfiore alla spalla, come ho accennato, sono i sintomi più evidenti dell’infiammazione della borsa subacromiale, insieme alla sensazione di calore all’interno della spalla stessa (dovuta all’aumentato attrito).

Il dolore determinato dalla borsite può talvolta essere localizzato in un punto preciso, nella parte frontale.

Specialmente in una fase iniziale, il dolore potrebbe manifestarsi solo mentre si compie il movimento e di notte, o dopo un lungo periodo di riposo, quando l’inattività ha causato un maggiore assorbimento di liquido.

Borsite e cuffia dei rotatori

In ogni caso, è giusto specificare che non è possibile trattare questa patologia senza prendere in considerazione l’intero complesso articolare della spalla, che è composto di diversi muscoli, tendini, ossa e parti molli.

È infatti molto frequente che, per ragioni anatomiche, la borsite si associ alla tendinopatia della cuffia dei rotatori in un quadro patologico complessivo, che comunemente è detto “sindrome della cuffia dei rotatori”.

Questo avviene proprio per via dell’interconnessione delle strutture anatomiche, che fa in modo che il danneggiamento di una fra esse causi lentamente la degenerazione dell’intero meccanismo.

Per comprendere meglio, l’esempio più semplice è il danno all’ingranaggio di un orologio: se si intacca la dentatura non sarà una sola lancetta, ma l’orologio intero a non funzionare più in modo appropriato.

Borsite alla spalla: la diagnosi

Per lo stesso motivo, spesso la diagnosi di questo problema non è semplice.

Da un lato il dolore alla spalla, la cui natura si può facilmente approfondire con dei test da effettuare durante la visita, indica che certamente la patologia deve essere ricercata all’interno del complesso articolare.

D’altra parte individuare esattamente l’origine del problema può richiedere degli approfondimenti come ecografie, risonanze magnetiche e radiografie, necessarie allo specialista per indagare l’integrità di differenti tipi di tessuti.

Trovare le lesioni è indispensabile per comprendere quale sia la strategia più indicata per trattare la patologia in modo completo, evitando così che essa si ripresenti nel giro di pochi mesi o addirittura di poche settimane.

Borsite alla spalla: cosa fare

fisioterapia-borsite

Il riposo e soprattutto l’astensione totale da qualsiasi tipo di attività sono le prime raccomandazioni quando si sospetta un’infiammazione delle borse sinoviali (non soltanto quelle della spalla).

Come abbiamo visto, l’infiammazione infatti è alimentata proprio dai movimenti, specialmente se ripetuti.

Senza un adeguato periodo di riposo non è quindi possibile la guarigione di questa patologia ed è per questo che un medico specialista in alcuni casi raccomanderà la temporanea immobilizzazione della spalla per mezzo di un tutore.

Terapia conservativa

Farmaci antinfiammatori e ghiaccio possono essere un valido aiuto, nella fase iniziale, per ridurre il dolore ed evitare che la patologia possa progredire ed entrare nella fase cronica, la cui risoluzione è assai più lunga e faticosa.

In pazienti selezionati, anche tecniche meno convenzionali come le infiltrazioni di acido ialuronico o di corticosteroidi, la terapia ad ultrasuoni o la somministrazione di onde d’urto possono dare ottimi risultati.

L’intervento chirurgico in artroscopia

Nel caso in cui la borsite e più in generale la sindrome della cuffia dei rotatori siano progredite fino ad assumere una dimensione cronica, lo specialista potrebbe valutare l’utilità di un intervento chirurgico di riparazione. L’intervento si effettua di solito con tecnica artroscopica: si utilizza un potente microscopio in combinazione con strumenti chirurgici miniaturizzati. Questo permette di contenere le dimensioni delle ferite operatorie, accelerando così i tempi di recupero dall’intervento e diminuendo l’impatto estetico delle cicatrici.

Borsite calcifica della spalla

Quando gli esami di diagnostica per immagini evidenziano la presenza di calcificazioni intorno alla borsa acromiale, spesso non è semplice anche per uno specialista preparato capire se esse siano fra le cause della patologia o ne siano una conseguenza.

In questi casi, sebbene le onde d’urto possano essere utili nel controllare i sintomi anche per periodi relativamente lunghi, spesso è necessario ricorrere ad un intervento per riparare i danni che le calcificazioni stesse possono facilmente provocare in tessuti più molli come quelli che formano tendini e muscoli.