La spalla è l’articolazione più mobile e instabile del nostro corpo, per questo è protetta dalla presenza di muscoli e tendini. Quando subisce un trauma come una lussazione, va fuori posto e, la conseguente instabilità che può generarsi, provoca una limitazione funzionale dell’uso del braccio.

La lussazione della spalla si verifica quando la testa dell’omero fuoriesce totalmente o parzialmente (sublussazione) dalla cavità glenoidea, ovvero il punto in cui si articola con la scapola. A seconda della posizione assunta dalla testa dell’omero, si può parlare di lussazione anteriore, più comune e più facilmente guaribile oppure di lussazione posteriore, meno frequente nonché più complessa da curare.

Cause principali della lussazione alla spalla

L’instabilità di spalla nella maggior parte dei casi, si verifica per colpa di un evento traumatico. Solo raramente, è causata da una patologia degenerativa. Ecco le cause più frequenti:

  • caduta su un braccio ruotato  verso l’esterno o verso l’interno;
  • caduta sul lato della spalla;
  • movimenti eccessivi o bruschi del braccio oltre la testa;
  • urto violento contro una persona o una cosa;
  • incidenti stradali;
  • eccessivo allenamento dei muscoli della spalla;
  • predisposizione congenita, ovvero presenza di tendini e strutture capsulo legamentose meno rigide del normale;
  • predisposizione acquisita a causa di precedenti lussazioni.

La lussazione della spalla spesso è recidiva e può provocare la rottura di altre strutture anatomiche quali le ossa, la cartilagine e i muscoli. Quando la spalla va nuovamente fuori posto, è facile che la persona subisca ulteriori complicazioni come per esempio la lesione di Bankart oppure danni ai legamenti o alle superfici articolari. Ciò aumenta il rischio di soffrire di artrosi in età avanzata.

In generale, la fascia più colpita è quella dei giovani uomini che svolgono assiduamente attività sportive (baseball, basket, calcio, rugby, sci, ecc.). Questi atleti dovrebbero indossare sempre adeguate protezioni per ridurre il rischio di essere colpiti dalla patologia.

Lussazione Spalla Sintomi

Instabilità di spalla: i sintomi più frequenti

Si tratta, come per ogni tipologia di lussazione, di un infortunio molto doloroso che rende impossibile eseguire anche i normali movimenti del braccio. I sintomi più comuni, sono:

  • forte dolore alla spalla;
  • braccio “dondolante”;
  • deformità della spalla;
  • perdita di sensibilità dell’arto;
  • formicolio a spalla e braccio;
  • difficoltà nello svolgere qualsiasi movimento.

Diagnosi di lussazione

La diagnosi di una spalla lussata, spesso è molto semplice da emettere perché la lesione dell’arto è visibile a occhio nudo, inoltre, un ortopedico esperto può capire anche solo con la palpazione della zona interessata se la testa dell’omero è fuoriuscita sotto l’ascella o dietro di essa.

L’instabilità di spalla può comportare complicazioni vascolari o a livello di nervi, è bene quindi sottoporsi al più presto a una visita medica specializzata ed è consigliabile effettuare una radiografia, una TAC o una risonanza magnetica per verificare l’eventuale presenza di ulteriori fratture o lacerazioni tendinee.

Instabilità della spalla: terapia conservativa e soluzione chirurgica

Una volta accertato che un paziente è affetto da questa patologia, bisogna stabilire come intervenire. A seconda della gravità dei casi, l’ortopedico sceglie se procedere con un intervento chirurgico oppure con una riduzione della lussazione.

La riduzione della lussazione altro non è che una tecnica standard utile, soprattutto se la patologia si presenta per la prima volta, a riportare la testa dell’omero nella sua posizione anatomica. In seguito a questa terapia, il braccio viene immobilizzato per alcune settimane durante le quali è fondamentale tenere sempre il polso e la mano in movimento. Una volta tolto il tutore, sarà necessario svolgere degli esercizi di riabilitazione specifici.

Come abbiamo anticipato, la lussazione della spalla, soprattutto nei più giovani, può essere recidiva. In caso di lussazione recidivante, lo specialista tende a procedere con un intervento chirurgico per rendere stabile l’articolazione. Se le lesioni non sono importanti o se i danni sono limitati alla capsula e ai legamenti, si procede in artoscopia; qualora invece la lussazione abbia provocato un danno osseo omerale o scapolare oppure a seconda dell’età, dell’attività sportiva e della lassità articolare del paziente, sarà necessario ricostruire la parte danneggiata con un intervento a “cielo aperto”.

Tra le due operazioni chirurgiche, la riparazione artroscopica è sicuramente quella meno invasiva: riduce il dolore e le complicanze post operatorie, oltre a rendere più celeri i tempi di recupero. Questo tipo di intervento viene eseguito con l’impiego di telecamere e la creazione di piccoli fori nella pelle di circa 1 cm all’interno dei quali vengono inseriti strumenti di dimensioni ridottissime che, grazie a delle mini ancore, riescono a rinsaldare i legamenti della spalla.

Lussazione Spalla Tutore

Lussazione della spalla: i tempi di recupero

Al termine di un intervento, per raggiungere una completa guarigione sarà necessario:

  • immobilizzare il braccio per 3-4 settimane tramite uno specifico tutore che lo manterrà separato dal torace;
  • osservare un periodo di riposo entro il quale non dovranno essere sollevati oggetti pesanti;
  • eseguire semplici esercizi per muovere la mano, il polso, il gomito e garantire la corretta circolazione del sangue;
  • assumere farmaci antidolorifici per combattere il dolore in abbinamento all’applicazione del ghiaccio sulla parte operata.

Una volta tolto il tutore, sarà essenziale seguire un ciclo completo di riabilitazione, fisioterapia assistita e rinforzo della muscolatura per recuperare il movimento dell’articolazione. Il periodo di recupero post operatorio varia a seconda dei singoli casi. Età, stile di vita, tipo di lesione e attività sportiva praticata, determinano il tempo necessario affinché le normali attività quotidiane e sportive possano tornare a essere svolte regolarmente.