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Visita specialistica alla spalla: i test per definire la patologia

2018-04-04T14:38:28+00:004 aprile 2018|

La spalla è un complesso articolare che unisce principalmente tre ossa: la scapola, la clavicola e l’omero, l’osso che sostiene la parte superiore del braccio.

È piuttosto delicata, perché deve consentire all’arto superiore un amplissimo raggio di movimenti differenti come l’abduzione [il movimento verso l’esterno], l’adduzione [il movimento verso l’interno], l’elevazione [verso l’alto] e le rotazioni verso l’interno o l’esterno.

Per questo motivo, la spalla è spesso soggetta a infortuni più o meno gravi, che possono dare luogo a sintomi anche molto dolorosi.

Perché il dolore è spesso notturno?

Purtroppo, molte delle patologie che interessano la spalla danno luogo a sintomi dolorosi che si intensificano durante la notte.

Questo avviene perché il danneggiamento delle cartilagini articolari incide sull’integrità della borsa acromiale, una struttura connettiva che ha lo scopo di ammortizzare gli urti e gli sfregamenti fra tendini ed ossa. In questo modo, la capacità della borsa acromiale di limitare l’attrito fra le superfici delle ossa può ridursi notevolmente. Inoltre, la posizione sdraiata non aiuta, sforzando l’articolazione ogni volta che compiamo un movimento anche minimo.

I sintomi e le cause del dolore

Come tutte le articolazioni, quelle che fanno parte della spalla subiscono un lento ma costante processo degenerativo, che può essere rallentato ma non fermato, perché fa parte del naturale invecchiamento dei tessuti.

Questo processo può essere la causa di sintomi dolorosi, quando essi non derivano da traumi più o meno gravi come colpi, cadute o incidenti. Nella realtà dei fatti, queste cause sono entrambe sempre presenti, sebbene in misura diversa.

Il complesso articolare della spalla va sempre considerato come un unico sistema, specialmente nel formulare una strategia per il suo trattamento. L’usura o la rottura di un singolo elemento, con il tempo, determina infatti il deterioramento di tutti quelli collegati ed è per questo che è molto importante non trascurare i primi sintomi dolorosi e contattare subito uno specialista.

Qualsiasi problema con il passare dei mesi diventa infatti più serio e la sua soluzione comporta tempi più lunghi ed interventi sempre più invasivi.

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Visita specialistica: i test usati dal chirurgo

Durante la visita specialistica il chirurgo ortopedico è in grado di analizzare la situazione sia dal punto di vista visivo [rossore, gonfiore, eventuali tumefazioni] e di quanto riferito dal paziente che attraverso lo svolgimento di una serie di test fisici, che servono a formulare una diagnosi che sarà poi confermata attraverso le indagini di diagnostica per immagini.

Attraverso la risposta del paziente ai test, lo specialista è in grado di escludere che si siano verificati alcuni tipi di danno alle strutture dell’articolazione e può così formulare delle ipotesi di strategia per il trattamento.

Test sindrome da conflitto

Per la sindrome da conflitto subacromiale, per esempio, si effettua il test di Neer, che consiste nell’elevazione passiva del braccio, mantenendo la scapola abbassata. In presenza di sintomi dolorosi, è probabile che vi sia un attrito fra la cuffia dei rotatori, il complesso di tendini che mantiene la spalla nella sua sede, e la borsa subacromiale. Anche il test di Hawkins, che si effettua con spalla e gomito a 90°, può essere utile nell’ipotizzare o escludere il conflitto subacromiale.

Test cuffia dei rotatori

Per escludere le lesioni della cuffia dei rotatori, si utilizzano alcuni test dinamici, ovvero test nei quali il paziente viene invitato ad mantenere una posizione, opponendosi alla pressione corrisposta dallo specialista. Un esempio è il test di Jobe, nel quale entrambe le braccia vengono intraruotate ed il braccio è abdotto a 90° ed anteposto di 30°. In questa posizione il chirurgo invita il paziente a sollevare il braccio, opponendo una leggera resistenza al suo movimento. Anche il test di Patte e il test Belly Press sono utilizzati nella valutazione della cuffia dei rotatori.

Test articolazione acromion-claveare

Il test del Cross Arm ed il test di O’Brien forniscono i principali elementi di valutazione per lo stato di salute dell’articolazione che unisce acromion e clavicola.

Il primo si effettua attraverso una adduzione orizzontale passiva del braccio del paziente. Questo movimento produce una compressione dell’articolazione che, se essa è interessata da una patologia, produrrà certamente un sintomo doloroso.

Il test di O’Brien è meno specifico ma può aiutare a valutare l’articolazione in modo più complessivo. Si effettua con il braccio esteso anteposto di 90°, addotto di 10° e intraruotato. Da questa posizione si invita il paziente a spingere verso l’alto, mentre lo specialista opera una leggera resistenza.

Test per l’ instabilità

Ci sono moltissimi test fisici utili a valutare la instabilità della spalla, ovvero la tendenza della testa dell’omero a rimanere nella sua sede naturale, la cavità glenoidea. La stabilità della spalla è un elemento di valutazione importante, perché da essa si può capire il grado di compromissione di tendini e legamenti. Fra i più diffusi, c’è il Fulcrum test: con il paziente in decubito supino e la spalla sul bordo del lettino, lo specialista esegue una rotazione esterna, mentre il braccio del paziente è abdotto di 90°. Se il paziente percepisce la sensazione di dislocamento della spalla, la sua stabilità è senza dubbio compromessa.

Test labbro glenoideo

Il labbro glenoideo è una struttura fibrosa che serve a conferire una maggiore stabilità alla spalla. Quando è danneggiato, può causare il deterioramento del tendine del capo lungo del bicipite e la perdita di forza del braccio. La diagnosi di questa patologia è però particolarmente difficile da porre. Per diagnosticare eventuali danneggiamenti, i test più diffusi sono lo speed test e il test di compressione-rotazione.

Quest’ultimo si effettua con la spalla elevata a 90 gradi ed il gomito flesso, sempre a 90 gradi. Il chirurgo ortopedico effettua una particolare compressione assiale sull’articolazione ed una rotazione dell’arto, valutando poi intensità e localizzazione del dolore riferito dal paziente.

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L’importanza della diagnosi di un serio professionista

Come abbiamo visto, la spalla è estremamente complessa; le patologie che la interessano sono diverse fra loro e possono causare una progressiva degenerazione articolare, che con il tempo determina l’artrosi e la perdita di funzionalità.

Nella vita di ogni giorno la spalla viene utilizzata per moltissime attività. I sintomi dolorosi che caratterizzano le patologie che la interessano sono molto fastidiosi ed impattano in modo significativo sulla qualità di vita del paziente, spesso disturbandone il riposo oltre che le attività sociali, lavorative e di svago.

Per questo motivo, è molto importante affidarsi fin da subito ad un professionista affidabile, che sia in grado di porre una diagnosi certa e di intervenire con una strategia efficace. Solamente in questo modo è possibile evitare che trattamenti non adeguati conducano ad una situazione in cui sono necessarie cure fastidiose ed invasive e lunghi periodi di riposo.