• donna-con-dolore-alla-spalla-al-computer-min

Tendinite calcifica della spalla: chirurgia o lavaggi endoscopici?

2018-09-19T11:06:31+00:0019 Settembre 2018|

L’ampissimo raggio di movimenti che sono permessi dall’articolazione fra l’omero e la scapola, comunemente chiamata con il nome di spalla, determina il fatto che sia una delle più delicate dell’intero organismo.

La cuffia dei rotatori, il complesso di tendini che rinforza la stabilità della spalla, si può infatti facilmente danneggiare non solo a causa di cadute ed infortuni, ma anche per via di sforzi eccessivi, troppo frequenti o troppo prolungati nel tempo.

Che cos’è la tendinite calcifica?

Fra le patologie che affliggono più frequentemente la spalla, la tendinite calcifica è caratterizzata dalle calcificazioni che si formano proprio sui tendini della cuffia dei rotatori, a causa di un processo degenerativo che consiste nella sedimentazione di minerale osseo sulla loro superficie.

La tendinite calcifica è causata principalmente dall’infiammazione cronica, che può essere dovuta ai continui microtraumi cui la spalla viene sottoposta, per esempio da chi svolge un lavoro usurante o allenamenti intensi.

Tuttavia, anche la debolezza dei muscoli cui i tendini appartengono può contribuire alla formazione delle calcificazioni, così come le lesioni dovute a traumi o cadute.

I sintomi della tendinite calcifica

donna-anziana-con-dolore-alla-spalla-min

Le calcificazioni possono causare dolore e riduzione della mobilità della spalla.

Tuttavia, non è raro che la patologia non dia luogo ad alcun sintomo fino a quando non è già in fase tanto avanzata da aver causato il danneggiamento dei tendini, che in alcuni casi possono persino rischiare di rompersi o sfilacciarsi a causa di questa patologia.

La tendinite non colpisce solamente la spalla: può interessare anche il tendine d’Achille, il ginocchio ed il gomito ma l’articolazione scapolo omerale, essendo più delicata delle altre, è quella che ne viene più spesso danneggiata.

Tendinite calcifica: causa o conseguenza?

In passato, le calcificazioni dei tendini venivano considerate come la fonte primaria del problema, quindi il trattamento consisteva solamente nel cercare di eliminarle dal tessuto tendineo, attraverso le infiltrazioni o il lavaggio chirurgico delle lesioni.

Tuttora ci sono medici che considerano come risolutive alcune tecniche, come le onde d’urto o il lavaggio endoscopico, che sono in realtà efficaci solo nel trattare i sintomi.

In questo modo il vero problema, la lesione tendinea, non viene mai risolto: la patologia recidiva, talvolta anche in tempi brevi e certamente con un decorso più rapido.

La diagnosi di tendinite calcifica

Al contrario, per trattare in modo definitivo la tendinite calcifica è necessario prendere in considerazione l’intero complesso articolare della spalla, utilizzando la competenza specialistica per adottare una strategia adeguata.

La radiografia, la risonanza magnetica e l’ecografia sono le indagini diagnostiche più adeguate a confermare le ipotesi che sono state formulate attraverso l’esame fisico.

Una volta ottenuto un quadro completo della situazione, oltre a rimuovere le calcificazioni lo specialista deve scoprire e risolvere la causa primaria dell’infiammazione e, nel caso siano riscontrati, riparare gli eventuali danni ai tendini.

Lavaggio endoscopico: la cura del problema, non della causa

macchina-per-lavaggio-endoscopico-min

Il lavaggio endoscopico è una tecnica che consiste nell’irrigare direttamente le calcificazioni con l’aiuto di aghi guidati dall’endoscopio, utilizzando quindi la soluzione fisiologica (acqua) allo scopo di farle sciogliere.

L’obbiettivo è piuttosto semplice da raggiungere ma, come ho accennato poche righe più sopra, le calcificazioni sono solo un effetto delle lesioni tendinee e nella grande maggioranza dei casi, quando si utilizza solamente questa tecnica, le calcificazioni tendono a riformarsi piuttosto velocemente, talvolta nel giro di breve tempo.

Chirurgia artroscopica: la cura definitiva della causa

L’unica soluzione di lungo periodo è quindi affidarsi alla chirurgia artroscopica, che consiste nel riparare le lesioni tendinee, grazie all’aiuto di strumenti ottici e meccanici molto potenti ma di dimensioni ridotte.

Grazie all’aiuto di questi strumenti, è possibile analizzare in modo approfondito l’insieme dei tessuti che compongono la spalla e procedere a risolvere le cause dell’infiammazione che determina le calcificazioni tendinee ed a riparare i danni che spesso tali lesioni hanno causato.

L’intervento ha una durata variabile ma di solito non superiore ad un’ora.

È però fondamentale che si prendano in considerazione tutte le strutture che fanno parte del complesso articolare perché trascurare anche un singolo elemento potrebbe rendere vano tutto il lavoro effettuato, esattamente come avviene quando si cerca di risolvere il solo problema delle calcificazioni, per esempio attraverso i lavaggi o le onde d’urto.

Riabilitazione e convalescenza

Le fasi successive all’intervento chirurgico sono quasi altrettanto importanti della buona riuscita dell’intervento stesso nel determinare l’efficacia del risultato ottenuto.

Il braccio deve rimanere immobilizzato dal tutore per circa quattro settimane, dopo le quali sarà comunque il medico ad autorizzare la ripresa delle attività ad impatto come sollevare pesi o praticare attività sportiva.

La riabilitazione muscolare è particolarmente rilevante per evitare che in futuro il paziente possa essere soggetto ad altre lesioni o recidive.

In effetti, seguire in modo diligente ed attento il programma di esercizi per la riabilitazione e mantenere un comportamento adeguato anche in termini di stile di vita ed alimentazione sono accorgimenti che hanno una notevole influenza sulla velocità e sulla completezza del recupero funzionale della spalla.