La capsula articolare della spalla è una struttura di tessuto connettivo che è posta all’interno della cavità glenoidea, la superficie concava posta all’estremità della scapola. La capsula articolare serve proprio a separare la scapola dall’estremità superiore dell’omero, l’osso che sostiene la muscolatura del braccio. L’articolazione scapolo omerale permette l’ampio raggio di movimenti che il braccio è normalmente in grado di compiere rispetto al tronco.

Che cos’è la spalla congelata?

articolazione della spalla

I colpi, i traumi o l’usura determinata da un utilizzo troppo intenso possono causare l’infiammazione della capsula articolare, cui consegue un ispessimento dei tessuti circostanti. Siamo abituati a dare per scontati i movimenti che prevedono di sollevare le braccia sopra la testa, come quelli necessari per vestirsi o per lavarsi; come avviene di frequente, ci accorgiamo di quanto siano importanti solamente quando non siamo in grado di compierli.

Si avverte proprio un irrigidimento dell’articolazione dovuta all’ispessimento dei tessuti che limitano il movimento della spalla e si paragona al congelamento per il graduale blocco dell’articolazione della spalla, è abbastanza frequente, e può verificarsi in correlazione ad una patologia primaria, come il diabete, o in relazione alla somatizzazione di alcune patologie psicologiche.

Quali sono i sintomi?

La spalla congelata o capsulite adesiva è per l’appunto una condizione patologica causata dall‘infiammazione della capsula articolare: il gonfiore dei tessuti infiammati determina un “inceppamento” del meccanismo articolare, limitando i movimenti che è possibile compiere con il braccio.

In particolare, i pazienti riferiscono sintomi come il dolore e l’impossibilità di sollevare il braccio oltre una certa angolazione. La limitazione dei movimenti che è possibile effettuare avviene in maniera abbastanza graduale e non è raro che il paziente si accorga della serietà della condizione solamente quando l’infiammazione è ormai in fase avanzata. In questo caso, la risoluzione del problema potrebbe avere tempi piuttosto lunghi.

Quali sono le cause?

La spalla è un complesso articolare i cui elementi concorrono tutti insieme ad assicurare la funzionalità. Come per un meccanismo di precisione, nel tempo la sofferenza di uno o più fra questi elementi (muscoli, tendini, superfici articolari, ecc.) può danneggiare quelli circostanti e causare il cattivo funzionamento dell’intero sistema.

Una successione di traumi, anche di portata modesta, può avere sulla spalla lo stesso effetto di un forte colpo sull’articolazione scapolo omerale. Vi sono inoltre alcune malattie autoimmuni (come l’artirite reumatoide) o del metabolismo (come il diabete o le malattie cardiovascolari) che possono aumentare significativamente il rischio di infiammazione delle superfici articolari.

La spalla rigida o congelata può anche essere correlata a una patologia secondaria come una lesione tendinea, della cuffia dei rotatori: diventa quindi un meccanismo di autodifesa messo in atto dall’organismo che previene l’aggravarsi della lesione di fatto bloccando la spalla.

Spalla congelata: le patologie correlate

La spalla congelata è una condizione piuttosto facile da diagnosticare: allo specialista spesso è sufficiente l’esame fisico del paziente per riconoscere il problema.

Più difficile è stabilire se l’infiammazione dei tessuti, come accade di frequente, sia l’effetto di problemi più complessi, come per esempio una lesione dei tendini della cuffia dei rotatori.

Una diagnosi accurata, che prenda in considerazione tutti gli elementi che concorrono alla stabilità della spalla, è quindi sempre necessaria: senza un intervento che agisca sull’origine dell’infiammazione, la patologia non può essere risolta in via definitiva e continuerà a ripresentarsi. Potrebbe persino peggiorare fino a determinare il blocco totale dell’arto, per via dell’anchilosi dei muscoli.

L’importanza del chirurgo

lettera giuseppe pacelli

Per questo motivo, il chirurgo specializzato effettuerà una serie di esami strumentali come ecografia, risonanza magnetica e radiografia. Il chirurgo è infatti l’unico in grado di riconoscere gli elementi usurati o danneggiati all’interno del complesso articolare e valutare la necessità di un intervento per la loro ricostruzione.

I benefici della fisioterapia con un fine risolutivo infatti sono molto limitati, per lo meno fino a quando l’equilibrio fra i componenti dell’articolazione non è stato ripristinato.

L’intervento chirurgico di liberazione della capsula intorno alla glena

Una volta che la diagnosi è stata approfondita, questa procedura è molto spesso quella cui si ricorre per trattare la spalla congelata. L’operazione di liberazione della capsula intorno alla glena sarà ovviamente abbinata all’intervento di riparazione della lesione tendinea associata se il chirurgo riterrà necessario per ripristinare la piena funzionalità articolare. In questo senso, il ruolo del chirurgo è sempre fondamentale: senza il suo “benestare” è inutile passare alla fase successiva: la riabilitazione.

L’importanza del fisioterapista

È nella fase di riabilitazione che, ovviamente, diventa fondamentale il ruolo del fisioterapista. Subito dopo l’intervento (o subito dopo la diagnosi, se lo specialista non ritiene necessario intervenire chirurgicamente) è importante riposare ed effettuare un trattamento con farmaci antinfiammatori. In seguito si renderà importantissima la perizia del fisioterapista: dovrà saper dosare gli esercizi di mobilitazione passiva ed introdurre gradualmente lo stretching e gli esercizi di potenziamento, in modo da completare senza intoppi il lavoro di riabilitazione.

L’unione fa la forza

spalla congelata fisioterapia

Il recupero dalla condizione patologica di spalla congelata può essere piuttosto lungo e faticoso. La collaborazione fra chirurgo, fisioterapista e paziente diventa allora fondamentale per garantire risultati stabili e soddisfacenti. Il fisioterapista è in questa parte l’elemento centrale: deve interpretare correttamente le indicazioni del chirurgo ed essere in grado di educare il paziente a svolgere correttamente gli esercizi. Se il paziente non sarà diligente e costante nel mettere in pratica quello che gli è prescritto per la riabilitazione, aumenterà significativamente il rischio di dolorose ricadute, anche nel breve o nel medio periodo.

In buone mani chirurgiche e in buone mani fisioterapiche si può dunque eseguire, in un unico atto sia la riparazione del tendine, quindi la causa principale che porta al blocco della spalla, sia “sbloccare” la spalla stessa.