• sindrome impingement rimedi

Sindrome da impingement: l’intervento chirurgico

2018-11-14T11:25:52+00:0014 Novembre 2018|

Questo approfondimento analizza la sindrome da impingement, le sue cause e l’intervento chirurgico di acromionplastica associato ad una riparazione tendinea.

Che cos’è la sindrome da impingement?

Quando solleviamo il braccio oltre una certa angolazione, la distanza fra la testa dell’omero e l’acromion, la parte della scapola che si articola con la clavicola, si restringe.

Questo fatto causa lo schiacciamento dei tendini che fanno parte della cuffia dei rotatori, che passano proprio in quello stretto spazio.

Normalmente, tale schiacciamento non comporta alcuna conseguenza per l’articolazione.

Le persone che effettuano molte volte questo movimento, per motivi professionali o di pratica sportiva, oppure quelle che hanno particolari caratteristiche anatomiche, come uno squilibrio muscolare o un profilo acromiale irregolare, possono invece essere soggette ad una condizione patologica di natura infiammatoria, che prende il nome di “impingement” o di “sindrome da conflitto subacromiale”.

In pratica, l’aumento dell’attrito fra i tendini e le due superfici ossee causa l’infiammazione ed il gonfiore, che poco alla volta determinano una diminuzione del raggio di movimenti che è possibile effettuare con l’arto interessato.

Questa patologia nel medio-lungo periodo può essere causa del deterioramento dei tessuti molli e della comparsa di calcificazioni sulla superficie dei tendini.

Le calcificazioni sono una dolorosa conseguenza dell’infiammazione, che può a sua volta determinare il lento sfilacciamento dei tendini che ne sono interessati, fino ad arrivare, se le si trascura, a causarne la completa rottura.

Le cause della sindrome da impingement

sindrome conflitto acromionplastica

Non mi stanco di ripetere a tutti i miei pazienti che la spalla è un complesso articolare che deve essere considerato come un sistema unico, all’interno del quale non è possibile valutare nessun elemento come fosse perfettamente indipendente da quelli che lo circondano.

Ecco perché le cause della sindrome da conflitto subacromiale possono essere molteplici:

  • lo squilibrio muscolare è uno dei fattori di rischio più significativi per questa patologia. L’impingement colpisce spesso le persone che hanno subito infortuni e sono state costrette all’immobilità per lunghi periodi di tempo, o persone indebolite da qualche malattia cronica;
  • l’artrosi è senza dubbio un altro importante fattore di rischio, perché causa un deterioramento di tutti i tessuti molli dell’articolazione che, pur essendo progressivo, è costante e molto difficile da arrestare;
  • altre patologie che colpiscono le parti anatomiche interessate come la borsite, la tensinovite o l’infiammazione di tendini e muscoli hanno un impatto altrettanto serio sulla possibilità di sviluppare la sindrome da conflitto subacromiale;
  • un altro fattore importante è rappresentato da alcune peculiarità anatomiche, come per esempio un acromion uncinato o incurvato verso il basso, che riduce lo spazio in cui scorre il tendine del sovraspinato.

I sintomi della sindrome da impingement

La limitazione dei movimenti ed il dolore alla spalla ed al braccio sono i principali segni che possono far sospettare l’impingement subacromiale.

Sia questi che gli altri sintomi possono variare di intensità, anche in modo significativo, sia per fattori soggettivi, che variano da un paziente all’altro, che a seconda della fase nella quale si trova al patologia stessa.

Il dolore stesso può essere leggero o intermittente nelle prime fasi per poi diventare costante e presente anche a riposo in uno stadio più avanzato della patologia, durante il quale l’arto sarà completamente bloccato o avrà comunque un raggio di movimenti molto limitato.

Quando la patologia viene trascurata o non viene diagnosticata per lungo tempo, può verificarsi l’atrofia dei muscoli della spalla e si possono talvolta riscontrare sintomi dello stress, spesso dovuto alle limitazioni nella qualità della vita che sono causate dal dolore che è costantemente presente, anche durante la notte.

La causa è da cercare nel circolo vizioso scatenato dal dolore stesso, che porta il paziente a utilizzare l’arto il meno possibile, favorendo ulteriormente la comparsa di aderenza nell’articolazione.

L’intervento chirurgico: acromionplastica e riparazione tendinea

operazione sindrome impingement

La diagnosi precoce è fondamentale per risolvere questa patologia in tempi rapidi e senza l’aiuto dei trattamenti chirurgici.

Non appena si sviluppa il sospetto che il dolore alla spalla possa essere causato dall’impingement è importante rivolgersi ad un medico specializzato, che possa valutare lo stato di salute dell’intero complesso articolare ed elaborare una strategia di trattamento completa.

Purtroppo, in molti casi la sindrome da conflitto subacromiale è invece diagnosticata quando è troppo tardi per utilizzare solo i trattamenti a bassa invasività, come:

  • la fisioterapia;
  • la terapia farmacologica;
  • l’esercizio fisico.

Quando la patologia viene scoperta in fase già avanzata, l’intervento chirurgico è quasi sempre l’unica soluzione definitiva del problema.

Di solito si ricorre all’acromionplastica allo scopo di rimodellare le superfici articolari e ridurre le aderenze che si sono create; molto spesso, è necessario anche procedere contemporaneamente alla riparazione dei tendini che costituiscono la cuffia dei rotatori, soprattutto quello del muscolo sopraspinato, che spesso si deteriora per via dello schiacciamento.

Perché solo l’acromionplastica non è sufficiente

Se i tendini si deteriorano e non vengono riparati, la debolezza muscolare che potrebbe conseguire, costituirebbe infatti un importante fattore di rischio per la recidiva della patologia; in pratica, le probabilità che l’impingement si ripresenti nel giro di pochi mesi dall’intervento sarebbero parecchio più alte.

Per questo i medici specializzati, che diagnosticano molto spesso la sindrome da conflitto subacromiale, sanno molto bene che è necessario procedere all’intervento completo nella gran parte dei pazienti, da effettuarsi, se possibile, con procedura artroscopica.

I tempi di recupero

L’intervento chirurgico alla spalla con procedura artroscopica richiede di solito un tempo di recupero di circa 90 giorni, durante i quali l’arto sarà comunque libero di muoversi e non immobilizzato da tutori o ingessature.

Questa misura ha anche al fine di permettere un recupero più rapido del tono muscolare, molto importante per la piena ripresa della funzionalità.

Se il paziente seguirà con diligenza il programma di riabilitazione, basato su esercizio fisico, fisioterapia e assunzione di farmaci, potrà beneficiare di un evidente aumento della funzione articolare già dopo 7-10 giorni dal trattamento chirurgico.