Letteralmente, il termine periartrite indica qualcosa che è vicino all’artrite, che le sta “intorno”.

Periartrite è una parola che si utilizza in medicina per spiegare, in modo piuttosto generico, un processo infiammatorio o degenerativo che colpisce i tessuti posti intorno all’articolazione e che sono importanti per il suo funzionamento.

La forma più comune di periartrite è senza dubbio quella che colpisce l’articolazione fra scapola ed omero ed è per questo che, quando non è specificato diversamente, per periartrite si intende di solito quella della spalla, la periartrite scapolo omerale.

Dal momento che la parola identifica un processo infiammatorio, la periartrite non è una patologia ma una condizione clinica, che può dunque essere causata da diverse patologie o da altri fattori, come per esempio un trauma precedente.

Che patologia specifica indica?

tendinite calcifica spalla movimento

La periartrite è il nome comune della tendinite calcifica [morbo di Duplay] o come in passato venivano chiamate le periartriti, sono patologie riguardanti sempre il complesso della cuffia dei rotatori che vengono però invase da calcificazioni.

Uno dei problemi connessi a queste infiammazioni periodiche è che in alcune persone possono determinare, per motivi non del tutto chiari, il deposito di calcificazioni sulla superficie dei tendini.

Queste piccole escrescenze calcificate, nella fase iniziale sono spesso completamente asintomatiche e proprio per questo possono contribuire al deterioramento dei tessuti, alimentando ulteriormente l’infiammazione in un circolo vizioso o addirittura danneggiando irrimediabilmente tendini e legamenti.

Le cause della periartrite

L’equilibrio che caratterizza le strutture dell’articolazione fra scapola e omero quando la spalla funziona bene può essere disturbato dai danni che si verificano a seguito di un trauma (talvolta anche piccolo) o dall’usura dei tessuti stessi, che può essere dovuta a movimenti non corretti o ad un eccessivo carico di lavoro (come avviene spesso, per esempio, in chi effettua lavori manuali o negli sportivi professionisti).

La diagnosi è apparentemente molto semplice e basata su una radiografia o un’ecografia; il solo reperimento di una calcificazione fa subito emettere diagnosi.

La calcificazione non è però il vero problema, non è quindi l’eziopatogenesi (la causa del problema), ma è un effetto che porta il tendine a calcificarsi.

Generalmente in queste patologie, che sono molto frequenti, si tende a combattere la calcificazione come fosse la causa, anche se spesso tali calcificazioni sono delle vere e proprie lesioni con dis-inserzione del tendine dalla testa omerale, che confluiscono quindi nel grande capitolo delle lesioni tendinee.

I sintomi della periartrite

Il dolore, che nelle fasi iniziali della patologia si manifesta soprattutto quando si muove il braccio, è sicuramente il sintomo più riportato dai pazienti che soffrono di periartrite della spalla.

Talvolta una sensazione di calore diffuso nell’area circostante, tipica dell’infiammazione, può accompagnare il dolore.

In fasi successive l’ispessimento dei tessuti, conseguenza dell’infiammazione stessa, può causare una limitazione del raggio dei movimenti possibili.

Se la malattia progredisce, il dolore può diventare costante e può essere particolarmente intenso durante la notte, disturbando il riposo del paziente.

Le forme più comuni della periartrite

periartrite spalle forme più comuni

La periartrite può presentarsi con modalità differenti da una forma all’altra a seconda dell’intensità dell’infiammazione e dei tempi con i quali viene diagnosticata e curata.

Di seguito ho preparato una breve descrizione delle varie forme:

  • periartrite scapolo-omerale acuta: è probabilmente la forma di periartrite più comune in assoluto. Si manifesta con un dolore improvviso, piuttosto intenso, che spesso interessa fin da subito anche le ore notturne. Se trattata tempestivamente, la sua risoluzione è in molti casi piuttosto rapida; quando è trascurata, può evolvere nella forma cronica o in quella anchilosante;
  • periartrite scapolo-omerale cronica: è la comune evoluzione di una forma acuta che è stata diagnosticata tardivamente. La sua guarigione è in genere più lenta, anche perché è possibile che si renda necessario un intervento chirurgico per riparare i tessuti molli che sono stati deteriorati dal processo infiammatorio.
  • periartrite scapolo-omerale cronica anchilosante: è considerata l’ultima evoluzione di una periartrite che è stata diagnosticata troppo tardi o non è stata trattata in modo adeguato. Colpisce più spesso le persone anziane, perché la capacità rigenerativa dei tessuti molli diminuisce con l’avanzare dell’età. Il dolore è costante ma, di solito, l’articolazione non è completamente bloccata;
  • spalla di Milwaukee: è una forma piuttosto rara di periartrite della spalla. Causa un dolore molto intenso ed il blocco completo dell’articolazione e non può essere risolta senza un intervento chirurgico ed un adeguato programma di riabilitazione.

Terapie conservative

La periartrite della spalla si può risolvere senza che sia necessario un intervento chirurgico artroscopico, specialmente se è diagnosticata in una fase precoce, quando non ha ancora determinato danni significativi a tendini, legamenti e muscoli.

In questo caso, tecniche conservative come la fisioterapia, i farmaci antinfiammatori, l’esercizio fisico e la medicina rigenerativa possono essere sufficienti per riportare la spalla al livello di funzionalità che aveva prima della periartrite.

Periartrite: intervento chirurgico

Quando la lesione tendinea non permette di essere responsivi ai trattamenti conservativi, non sarà possibile ripristinare un livello accettabile di funzionalità senza ricorrere ad un trattamento chirurgico ricostruttivo.

Quando è possibile, questo si effettua utilizzando la tecnica artroscopica, che permette di minimizzare la ferita operatoria. Il vantaggio dell’artroscopia sono:

  • minor rischio di infezioni;
  • tempi di recupero più rapidi;
  • migliore risultato estetico.

Ritorno alla normalità

Che l’intervento chirurgico sia necessario o meno, la diligenza del paziente nel seguire le indicazioni per la riabilitazione che saranno fornite dal team medico è sicuramente l’elemento più importante nel “costruire” il successo del trattamento.

Senza l’impegno del paziente è difficile che l’articolazione possa tornare a livelli simili a quelli originari in termini di forza, stabilità e flessibilità. La durata del periodo di riabilitazione dipende ovviamente dall’estensione dei danni che le strutture anatomiche hanno subito e può variare da poche settimane a qualche mese.