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Periartrite della spalla: termine generico, patologia specifica

2018-09-12T09:37:57+00:0024 Gennaio 2018|

Con il termine periartrite si indica una condizione di infiammazione che interessa tendini, muscoli o tessuti molli che sono collegati ad una qualsiasi articolazione.

Nel linguaggio comune, tuttavia, questa parola è divenuta sinonimo della più comune fra le infiammazioni che colpiscono le articolazioni umane: quella che riguarda la spalla.

Si tratta di una patologia infiammatoria che può rendere molto doloroso muovere il braccio che ne è afflitto.

La natura della periartrite determina talvolta la sua lenta progressione, nel corso della quale l’articolazione fra scapola ed omero (l’osso che sostiene la parte superiore del braccio) perde gradualmente la capacità di muoversi oltre una certa angolazione.

Nel frattempo, i sintomi dolorosi si intensificano e, nella fase più acuta, si manifestano anche a riposo.

Che cos’è la periartrite?

La capsula articolare, i tendini, i legamenti e gli strati di cartilagine sono strutture importanti per il corretto funzionamento delle articolazioni mobili, quelle cioè che uniscono due ossa permettendo di muoverle l’una rispetto all’altra.

Qualunque ne sia il motivo, quando queste strutture s’infiammano, causano una condizione che è genericamente indicata con il nome di periartrite.

Che cos’è la periartrite scapolo omerale?

Come abbiamo detto, la più comune localizzazione di questa patologia è la spalla (seguita a breve distanza dall’anca).

La spalla è in realtà un complesso articolare che riunisce due differenti articolazioni: quella fra la testa dell’omero e la scapola è la più importante, perché è quella che ci consente di effettuare l’intero range di movimenti del braccio.

L’articolazione è fatta in modo che la testa dell’omero sia inserita all’interno della cavità glenoidea, che è posta all’estremità della scapola.

Fra le due strutture sono presenti dei cuscinetti di cartilagine che formano il labbro glenoideo ed una sacca, detta borsa acromiale, che contiene il liquido sinoviale ed ha una funzione di ammortizzazione e lubrificazione.

L’omero e la scapola sono tenuti insieme dalla cuffia dei rotatori, una struttura formata dai quattro tendini dei muscoli che permettono il movimento dell’articolazione.

Quando una di queste strutture si infiamma si parla di periartrite scapolo omerale, un termine generico che indica appunto l’infiammazione stessa ma che non tiene in considerazione le sue cause.

Le cause della periartrite

La patologia infiammatoria dell’articolazione fra scapola ed omero è detta anche malattia di Duplay, dal nome del chirurgo francese che per primo la studiò nel XIX secolo.

Le sue cause possono essere differenti e non sono sempre semplici da individuare, ma esistono una serie di fattori che predispongono all’insorgenza di questa malattia:

  • l’età superiore ai 50 anni: l’usura naturale dell’articolazione, dovuta all’avanzare dell’età, è certamente un fattore di rischio per le infiammazioni delle articolazioni in generale e per quelle della spalla in particolare;
  • il sesso femminile è più soggetto a questa patologia, per motivi solo in parte noti;
  • infortuni e traumi passati possono creare piccoli squilibri di muscoli e tendini che, con il tempo, rendono più probabile l’infiammazione;
  • movimenti ripetuti o continuati delle braccia, spesso effettuati per motivi sportivi o professionali, sono senz’altro una possibile causa scatenante;
  • movimenti e posture scorrette e malformazioni anche lievi determinano spesso gli squilibri che sono causa della patologia;

Le cause scatenanti dell’infiammazione sono non di rado da ricercare in una lesione o una patologia che colpisce una delle strutture anatomiche interessate.

Fra le più comuni vi sono la tendinite calcifica dei muscoli sopraspinato e sottospinato, le lesioni della cuffia dei rotatori, la tendinite del capo lungo del bicipite brachiale e la capsulite adesiva o “spalla congelata”.

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Periartrite alla spalla: le 4 forme cliniche

Dal punto di vista clinico, si possono distinguere quattro differenti quadri patologici della periartrite, con manifestazioni sintomatiche diverse.

La malattia può progredire, con il tempo, passando da una forma all’altra. La classificazione della periartrite in una di queste quattro forme può determinare una variazione nella strategia terapeutica che è più valida da adottare.

  • La periartrite scapolo-omerale acuta si manifesta con un dolore improvviso, che blocca la spalla e che tende da subito a peggiorare nelle ore notturne. Con l’aiuto di uno specialista, può essere risolta in modo relativamente semplice.
  • La periartrite scapolo-omerale cronica semplice è la forma più comune e può verificarsi come evoluzione della forma acuta. Il dolore cresce in modo graduale, disturbando il riposo notturno. La guarigione può essere piuttosto lenta.
  • La periartrite scapolo-omerale cronica anchilosante può essere considerata la fase finale della forma acuta. Si osserva specialmente nelle persone anziane; nonostante il dolore, la spalla di solito non risulta completamente bloccata.
  • La cosiddetta “Spalla di Milwaukee” è la forma più rara e colpisce abitualmente le donne in età avanzata. Si manifesta attraverso un forte dolore, cui segue una perdita di funzionalità della spalla. È la forma che richiede più frequentemente un intervento chirurgico per essere risolta.

I sintomi della periartrite

Come ho già accennato, il dolore e la limitazione dei movimenti in vario grado sono le manifestazioni sintomatiche più comuni di questa patologia.

Quando il paziente è nella fase più acuta della patologia è possibile anche che avverta una sensazione di calore e di gonfiore nella zona intorno all’articolazione.

Durante la notte, il dolore può intensificarsi, specialmente quando si appoggia la spalla interessata, rendendo difficile prendere sonno.

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Tendinite calcifica: la causa più comune

Per effettuare una diagnosi completa per la periartrite della spalla si ricorre ad esami strumentali come l’ecografia, che permette di verificare l’eventuale infiammazione dei tendini, e la radiografia, che consente di individuare la presenza di eventuali calcificazioni.

Specialmente quando la periartrite progredisce nonostante il riposo e l’utilizzo di antinfiammatori, la sua causa più comune è la tendinite calcifica, ovvero la formazione sui tendini di piccoli depositi di calcio.

Questi aumentano l’attrito ogni volta che si effettua un movimento e con il tempo, oltre all’infiammazione possono facilmente determinare lacerazioni e rotture dei tendini stessi.

Se è vero che la tendinite calcifica non è una patologia grave e che non di rado si risolve autonomamente, è però altrettanto vero che la stessa patologia è asintomatica nella maggioranza dei casi.

Infatti, quando la periartrite è causata dalla tendinite calcifica di solito il vero motivo è che la tendinite si è verificata in una forma aggressiva che ha già causato lesioni del tendine.

È per questo che per la risoluzione definitiva della periartrite si rende spesso necessario l’intervento di un chirurgo; infatti, senza il trattamento chirurgico ricostruttivo, la debolezza del tendine lesionato rende estremamente probabile una ricaduta e c’è il rischio concreto che, sottoponendo l’articolazione a stress aggiuntivi, la situazione peggiori ulteriormente e si determinino altre lesioni e rotture.

L’intervento chirurgico si effettua, quando è possibile, con procedura artroscopica, che permette di ridurre tempi di recupero ed effetti secondari e di evitare la degenza in ospedale.

La procedura chirurgica consente di risolvere definitivamente il problema e di individuare eventuali lesioni che fossero sfuggite alle indagini diagnostiche.

Dopo l’intervento, è molto importante che il paziente segua con impegno la procedura di riabilitazione, che ha usualmente una durata di quattro-sei mesi.