L’infiammazione che colpisce le articolazioni può essere una condizione dolorosa.

I tessuti molli, come tendini, legamenti , cartilagini e membrane sinoviali sono estremamente importanti per garantire la flessibilità dell’articolazione cui appartengono: quando sono infiammati, possono rendere molto più difficile (e più faticoso) qualsiasi movimento nel quale l’articolazione stessa abbia un ruolo.

Che cos’è la periartrite scapolo omerale?

L’articolazione che congiunge la scapola con la testa dell’omero, detta scapolo omerale, è la principale articolazione mobile del complesso articolare che comunemente chiamiamo spalla.

È anche l’articolazione più importante per permettere il movimento del braccio. L’ampio raggio di movimenti che essa deve permettere la rende particolarmente sensibile agli infortuni a seguito di usura, cadute, incidenti o movimenti errati.

Quando i tessuti molli che la supportano e la stabilizzano per qualsiasi motivo s’infiammano, i medici si riferiscono la condizione che ne deriva, che può essere molto dolorosa, con il nome di periartrite scapolo omerale.

Che cos’è veramente la periartrite?

Le cause scatenanti dell’infiammazione sono non di rado da ricercare in una lesione o una patologia che colpisce una delle strutture anatomiche interessate.

Fra le più comuni vi sono la tendinite calcifica dei muscoli sopraspinato e sottospinato, le lesioni della cuffia dei rotatori, la tendinite del capo lungo del bicipite brachiale e la capsulite adesiva o “spalla congelata”.

Il corretto funzionamento di un’articolazione mobile è garantito dall’integrità e dall’equilibrio di tutti i tessuti che la circondano.

Questo equilibrio può venir meno per i danni che si verificano a seguito di un trauma acuto (per esempio, un colpo ricevuto o una caduta che ha coinvolto la spalla), oppure per via dell’usura dei tessuti stessi, che può essere dovuta a movimenti non corretti o ad un eccessivo carico di lavoro (come avviene spesso, per esempio, in chi effettua lavori manuali o negli sportivi professionisti).

L’infiammazione può svilupparsi anche molti giorni o molte settimane dopo un infortunio, per esempio a seguito di uno sforzo intenso che mette in evidenza lo squilibrio che si è creato in precedenza (in conseguenza del trauma o dell’usura).

Infiammazione e dolore sono importanti segnali che dovrebbero indicare al paziente che qualcosa non è a posto e che dovrebbe farsi vedere da uno specialista prima che l’infiammazione causi un’ulteriore degenerazione dei tessuti, rendendo il problema più lungo e complesso da risolvere.

I sintomi della periartrite scapolo omerale

tendinite calcifica spalla movimento

Ho già citato il dolore ma è bene specificare che si manifesta, almeno all’inizio, solamente quando la spalla si muove.

Una sensazione di calore diffuso nell’area circostante, tipica dell’infiammazione, può accompagnare il dolore.

In alcuni casi, inoltre, l’ispessimento dei tessuti, conseguenza dell’infiammazione stessa, può causare una limitazione del raggio dei movimenti possibili. Se la malattia progredisce, il dolore può diventare costante e può essere particolarmente intenso durante la notte, disturbando il riposo.

Le cause della periartrite scapolo omerale

La periartrite può interessare molte categorie diverse di pazienti.

Più di una causa di solito è responsabile dell’infiammazione; in questi casi è difficile identificare quella prevalente. Di seguito, ho elencato schematicamente i principali fattori di rischio che aumentano la possibilità di infiammazione alla spalla:

  • infortuni e traumi, anche molto precedenti, possono creare squilibri che favoriscono l’infiammazione dell’articolazione;
  • movimenti ripetuti o continuati, spesso causati dall’attività professionale o da quella sportiva;
  • posture e movimenti scorretti nel tempo hanno un effetto importante nel determinare gli squilibri responsabili della periartrite;
  • l’età avanzata e la carenza di esercizio fisico possono diventare un fattore di rischio per via della naturale usura dei tessuti causata dal passare del tempo, che solo un regime adeguato di allenamento può mitigare.

Perché colpisce più le donne?

Le donne, specialmente quando superano i 55 anni, hanno una maggiore probabilità di deterioramento dei tessuti molli per la loro fragilità intrinseca, perché possono avere una vita meno dinamica degli uomini della stessa età e per via della più alta probabilità di sviluppare patologie autoimmuni (come ad esempio l’artrite reumatoide), purtroppo caratteristica del gentil sesso.

Le 4 forme cliniche di periartrite

Alla sua diagnosi, a seconda dei sintomi e degli accertamenti strumentali, la periartrite viene di solito classificata in una delle quattro forme riconosciute dal punto di vista scientifico.

La classificazione influenza la strategia che il medico specializzato adotterà per il trattamento della patologia, sebbene questa possa evolvere da una forma all’altra in modo relativamente rapido, rendendo necessaria la sua rivalutazione periodica.

  • La periartrite scapolo omerale acuta si manifesta con un dolore improvviso, che blocca la spalla e che tende da subito a peggiorare nelle ore notturne. Consultando lo specialista, può essere risolta in modo relativamente rapido;
  • la periartrite scapolo omerale cronica semplice è la più comune evoluzione della precedente forma acuta. Il dolore cresce in modo graduale, disturbando il riposo notturno. Quando la periartrite progredisce fino a questa fase, la guarigione è più lenta;
  • la periartrite scapolo omerale cronica anchilosante è considerata l’evoluzione più avanzata della forma acuta. Viene diagnosticata soprattutto nelle persone anziane. Il dolore è costante ma di solito l’articolazione non è totalmente bloccata;
  • la cosiddetta “Spalla di Milwaukee” è la forma più rara. Di solito è diagnosticata nelle donne in età avanzata. Causa un forte dolore, cui segue una perdita totale della funzionalità della spalla e di frequente si deve ricorrere ad un intervento chirurgico per risolverla.

Il falso mito dei lavaggi endoscopici

Di frequente, la periartrite si accompagna ad un’altra patologia, che prende il nome di tendinite calcifica ed è caratterizzata da depositi di cristalli di calcio sulla superficie dei tendini, che aumentano significativamente le possibilità di danneggiamento dei tendini, per via dell’attrito che si crea quando questi scorrono gli uni contro gli altri.

La tendinite calcifica si può risolvere in modo abbastanza rapido attraverso la tecnica del lavaggio endoscopico, un trattamento semplice e di scarsa invasività, che darà sollievo al paziente dal dolore per qualche settimana.

Nella gran parte dei casi, tuttavia, questo trattamento non risolve la situazione nel medio e nel lungo periodo perché la tendinite calcifica è quasi sempre un effetto dell’infiammazione che, incidentalmente, contribuisce al suo aumento.

Risolvere la tendinite calcifica senza identificare e trattare le vere cause dell’infiammazione sarà quindi efficace soltanto per un breve periodo, terminato il quale il problema si ripresenterà invariabilmente.

Il trattamento chirurgico

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La periartrite della spalla si risolve spesso senza che sia necessario un intervento chirurgico artroscopico, specialmente se è diagnosticata in una fase precoce, quando non ha ancora determinato danni significativi a tendini, legamenti e muscoli.

Tuttavia, in caso contrario non è possibile fare a meno di un intervento ricostruttivo perché i soli trattamenti conservativi (fisioterapia, terapia fisica, farmaci antinfiammatori, ecc.) non sono sufficienti a ripristinare il livello di stabilità e flessibilità che il paziente aveva prima dell’infiammazione.

Decorso post-operatorio

L’esercizio fisico e l’aderenza ai programmi di riabilitazione sono fondamentali in ogni caso.

Che il paziente si sia sottoposto o meno ad un intervento di ricostruzione, l’impegno e la diligenza del paziente fanno la differenza nel determinare le possibilità che l’articolazione torni a livelli simili a quelli originari in termini di forza, stabilità e flessibilità.