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Come comportarsi in caso di lussazione della spalla?

2018-09-12T09:37:37+00:008 agosto 2018|

Fra i traumi che possono colpire la spalla, la lussazione è senza dubbio quello che solleva più dubbi fra i pazienti che ne vengono colpiti. La spalla, come ho spiegato più in dettaglio nell’articolo “Dolore alla spalla: le 5 patologie più comuni“, è un complesso articolare che riunisce ben 5 articolazioni.

È molto sensibile al dolore perché è costantemente irrorata di sangue dall’arteria brachiale, che è l’unica arteria che porta il sangue dai polmoni al braccio. Le sollecitazioni che la spalla riceve in alcune situazioni danno luogo non di rado ad eventi traumatici dolorosi.

Come è fatta la spalla?

La spalla umana è composta da ossa, muscoli, tendini e legamenti che servono a tenere insieme l’articolazione e muovere il braccio che ne dipende e dal tessuto connettivo che, come una guaina, ha lo scopo di evitare lo sfregamento fra ossa, tendini e legamenti.

Dal punto di vista dello scheletro, la spalla dell’uomo è composta da tre diverse strutture ossee: la scapola, la clavicola e la parte finale dell’omero. L’omero è l’osso che sostiene la muscolatura della parte superiore del braccio, la cui testa si innesta nella cavità glenoidea, la parte finale della clavicola.

Si tratta dell’articolazione più mobile fra tutte quelle del nostro organismo: permette di effettuare molti movimenti complessi, come quelli di adduzione (l’avvicinamento dell’arto al corpo) ed abduzione (l’allontanamento dello stesso) e consente al braccio un raggio d’azione molto ampio.

Che cos’è l’instabilità di spalla o lussazione dell’articolazione scapolo-omerale?

La lussazione della spalla è un fenomeno traumatico che capita quando la testa dell’omero esce dalla cavità glenoidea, nella quale è abitualmente incapsulato. A seconda della posizione nella quale si trova l’omero dopo il trauma, la lussazione può essere anteriore o posteriore; se l’omero è invece uscito solo parzialmente, si parla di sublussazione.

Di solito, la lussazione di una spalla è molto dolorosa e se non è trattata correttamente può avere conseguenze importanti sia sull’articolazione che su muscoli e tendini che la circondano. Per questo, se si sospetta una lussazione è bene immobilizzare l’arto interessato ed attendere l’intervento di uno specialista, che sarà in grado di trattare il trauma con il minimo danno per il paziente.

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Le cause della lussazione alla spalla

La lussazione della spalla ha molto spesso la sua origine in un trauma come un colpo ricevuto o un movimento forzato ed innaturale dell’articolazione. In alcuni casi, per i quali si parla d’instabilità di spalla dovuta alla lassità dell’articolazione, la testa dell’omero può invece uscire dalla sua sede per un movimento banale o per l’effetto del solo peso dell’arto.

In questo caso, la dislocazione avviene perché tendini e legamenti hanno perso la loro naturale elasticità e non riescono più a trattenere l’omero nella posizione corretta.

I sintomi della lussazione

A parte il dolore, che come abbiamo detto è spesso assai intenso, quando la spalla è lussata è praticamente impossibile effettuare qualsiasi movimento con il braccio interessato.

È probabile inoltre che la spalla stessa si presenti come deformata anche ad una analisi superficiale, ed è possibile che il paziente avverta formicolio o sensibilità diminuita, nel caso in cui la dislocazione ostacoli parzialmente la circolazione del sangue.

Lussazione alla spalla: cosa fare?

È molto importante che un trauma come la lussazione della spalla riceva un trattamento adeguato sin dai primi momenti in cui ci si accorge del problema, perché movimenti sbagliati o interventi non adeguati alla situazione rischierebbero di moltiplicare i danni che il trauma ha causato, per esempio danneggiando ulteriormente i tendini che formano la cuffia dei rotatori.

Cercare di muovere il meno possibile il braccio interessato e raggiungere rapidamente un pronto soccorso o comunque una struttura dove si possa essere assistiti da uno specialista sono senz’altro i primi accorgimenti consigliabili.

Qui, se è possibile, si dovrebbe procedere ad effettuare le indagini diagnostiche (di solito una radiografia) che possano confermare la diagnosi e verificare l’esistenza di ulteriori traumi, come per esempio fratture o lesioni dei legamenti, che purtroppo si accompagnano non di rado alla lussazione.

Una volta che i medici abbiano rimesso a posto la testa dell’omero nella propria sede naturale, preferibilmente dopo aver effettuato una sedazione per rilassare i muscoli interessati, al paziente sarà prescritto un tutore, per immobilizzare il braccio ed evitare che il fenomeno si ripeta.

L’articolazione che si è dislocata è infatti spesso debole e soggetta a ricadute, specialmente nei primi due o tre mesi dall’evento; in molti casi per il recupero della sua piena funzionalità può essere indicato il ricorso ad un intervento di riparazione dei tendini e della capsula di tessuto connettivo che li separa dalla superficie articolare.

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Tempi di recupero

Dopo la lussazione della spalla, è necessario un periodo di tempo di riposo, che dipende ovviamente dalla gravità del trauma e dei danni che si sono verificati.

Di solito, il tutore per l’immobilizzazione viene prescritto per un periodo di 20-30 giorni, trascorsi i quali si può riprendere la propria attività normale; in caso sia necessario un intervento chirurgico, i tempi si possono invece allungare fino a 40 giorni.

Per chi pratica sport, specialmente se di contatto, non è comunque consigliabile riprendere l’attività sportiva prima di 4-6 mesi e comunque prima che lo specialista esprima un parere positivo in merito.

Che si affronti o meno l’intervento di ricostruzione, è estremamente importante seguire un programma adeguato di fisioterapia, con lo scopo di recuperare pienamente le funzionalità e soprattutto di ridurre il rischio che la lussazione si verifichi nuovamente.

(…) la riparazione artroscopica è sicuramente quella meno invasiva: riduce il dolore e le complicanze post operatorie, oltre a rendere più celeri i tempi di recupero. Questo tipo di intervento viene eseguito con l’impiego di telecamere e la creazione di piccoli fori nella pelle di circa 1 cm all’interno dei quali vengono inseriti strumenti di dimensioni ridottissime che, grazie a delle mini ancore, riescono a rinsaldare i legamenti della spalla.

In caso di recidiva, la possibilità di danneggiare permanentemente l’articolazione aumenta infatti in modo esponenziale.