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Lesione al menisco: cosa fare subito, il metodo PRICE

2018-09-12T09:37:37+00:005 settembre 2018|

Chi fra noi può dire di non apprezzare la sensazione rinvigorente e rilassante di praticare un po’ di sport, specialmente se in compagnia degli amici?

Una discesa con gli sci, una partita a calcetto o a pallavolo sulla spiaggia, come tutte le attività sportive, comportano però dei rischi.

A volte è sufficiente l’appoggio sbagliato di un piede o un cambio di direzione troppo affrettato per causare un trauma, che non di rado interessa le articolazioni degli arti inferiori.

Che cos’è il menisco?

Le ginocchia sono importanti: debbono supportare la gran parte del nostro peso, moltiplicato dalle sollecitazioni cui per esempio è sottoposto quando saltiamo o corriamo.

Per questo motivo, allo scopo di distribuire meglio il carico di lavoro, sulla parte superiore della tibia (quella che si troverebbe direttamente a contatto con la superficie del femore) sono presenti due piccoli cuscinetti fibro-cartilaginei che prendono il nome di menischi.

I menischi sono quindi due per ogni lato ed hanno una forma leggermente diversa: i menischi mediali (quelli posti sul lato interno delle ginocchia) sono più piccoli ed hanno la forma di una mezzaluna, mentre i menischi laterali sono di dimensioni maggiori e sono caratterizzati da una conformazione più allungata, che ricorda quella di un ferro di cavallo.

La loro principale funzione è di ammortizzare i piccoli traumi cui le ginocchia sono esposte, minimizzando l’attrito fra le superfici articolari: se non ci fossero, femore e tibia sfregherebbero l’uno contro l’altra, causando dolorose infiammazioni al paziente ed andando incontro a un rapido deterioramento.

Le cause e i sintomi della lesione al menisco

Le ginocchia sono fatte per essere molto resistenti, ma non sono indistruttibili.

I menischi sono strutture molli e si possono deteriorare a causa del naturale invecchiamento dei tessuti.

Un esempio su tutti: l’eccessivo utilizzo delle ginocchia nelle attività quotidiane, problema frequente nelle persone che svolgono attività manuali per molti anni.

Le lesioni del menisco, tuttavia, sono causate più di frequente da un trauma al ginocchio, causato per esempio da un cambio di direzione troppo rapido come quelli che capitano nella pratica di sport come il basket, il calcio, il rugby o lo sci.

Le lesioni del menisco non sono sempre semplici da riconoscere. Se sono causate da un trauma, il paziente avverte talvolta un rumore di schiocco o di rottura ma accade piuttosto spesso che invece non vi sia un segno diretto.

A meno che la lesione non sia conseguenza di un infortunio più ampio, il dolore si manifesta gradualmente, nelle fasi successive, e può essere accompagnato da un significativo gonfiore dell’articolazione.

È possibile anche che l’estensione o la flessione del ginocchio risultino limitate e che si verifichi una significativa riduzione della forza dell’articolazione.

I diversi tipi di rottura

La lesione può essere di tipo diverso, a seconda del trauma subito: può essere:

  • longitudinale;
  • orizzontale;
  • radiale;
  • “a flap”;
  • a “becco di pappagallo”;
  • a “manico di secchio”;
  • complessa.

In quest’ultimo caso, la conformazione dello strappo si mostra come atipica e disordinata, cosa che rende molto più difficile conservare il tessuto cartilagineo quando si procede al trattamento chirurgico del problema.

Visita e Diagnosi per rottura del menisco

Se c’è il sospetto di una lesione del menisco, è molto importante che sia consultato uno specialista, che sarà in grado di individuare il tipo di lesione e programmare quindi un trattamento chirurgico adeguato.

La diagnosi si verifica di solito attraverso la risonanza magnetica, mentre altre indagini diagnostiche, come la radiografia, si utilizzano nel caso si sospetti che si siano verificati danni anche alle ossa. Sulla base di quello che viene riscontrato, il team medico deciderà la strategia di cura più adatta alle esigenze del paziente.

Gonfiore e dolore acuto sono però un ostacolo notevole per effettuare una corretta diagnosi ed è per questo che spesso è consigliabile aspettare 10-15 giorni dal trauma prima di effettuare gli accertamenti diagnostici.

In un caso simile, il trattamento dei sintomi da parte del paziente stesso diventa indispensabile per accelerare il recupero e diminuire la possibilità di danneggiare le altre strutture che fanno parte dell’articolazione.

Rottura del menisco: cosa fare subito

Non appena si sospetta una lesione del menisco, consiglierei di mettersi immediatamente a riposo, per evitare che si producano ulteriori danni.

Applicare del ghiaccio sulla parte anatomica interessata dal trauma è sempre una buona idea, perché rallenta il processo di infiammazione.

Ovviamente, i farmaci antinfiammatori sono importanti alleati di chi è infortunato, anche per combattere il dolore, che nei primi giorni può essere piuttosto intenso.

Metodo P.R.I.C.E.

metodo-price-ginocchio

È un acronimo inglese, molto utile per ricordare tutto quello che il paziente può fare autonomamente per migliorare la situazione quando affronta un problema simile.

  • P come Protezione (protection) per evitare danni aggiuntivi. Non esporsi a fonti di calore eccessivo, che potrebbero peggiorare l’infiammazione e, ovviamente, evitare ulteriori traumi o pressioni;
  • R come Riposo (rest): mettere il ginocchio a riposo totale per almeno 48-72 ore ha scopo sia preventivo che di dare il tempo alle superfici articolari di smaltire almeno le fasi più acute dell’infiammazione;
  • I come Immobilizzazione (immobilization): la steccatura o l’applicazione di un tutore è utile sia per evitare movimenti inutili (anche involontari, per esempio durante il sonno) che per stabilizzare l’articolazione quando saremo di nuovo in grado di muoverla;
  • C come Compressione (compression) attraverso la fasciatura e l’applicazione di ghiaccio, che può essere effettuata per 15 minuti ogni 30 nell’arco delle prime 24-48 ore dall’infortunio. Lo scopo è restringere i vasi sanguinei (vasocostrizione) diminuendo l’afflusso di sangue e rallentando la reazione infiammatoria;
  • E come Elevazione (elevation): tenere sollevata la gamba interessata dal trauma ha il medesimo scopo: ridurre il gonfiore, limitando l’afflusso di sangue nella zona.

Fisioterapia

Passate le prime due giornate successive al trauma, sarà possibile effettuare alcuni blandi esercizi di riabilitazione, inizialmente con l’aiuto del fisioterapista.

L’estensione passiva del ginocchio o gli esercizi di allungamento possono essere consigliabili in molti casi anche prima dell’intervento chirurgico e migliorare sensibilmente i risultati che si possono ottenere in seguito.

Intervento chirurgico di rimozione o sutura

Nella gran parte dei casi di lesioni del menisco, nel medio-lungo periodo l’unica soluzione per ripristinare livelli di funzionalità delle articolazioni simili a quelli precedenti al trauma è rappresentata dalla sutura chirurgica del tessuto lesionato.

A volte è possibile procedere senza rimuovere parti del tessuto, a volte è invece necessario procedere alla rimozione di scampoli della cartilagine perché ostacolerebbero l’estensione o la flessione del ginocchio e rischierebbero di creare ulteriori problemi.

Per concludere, è bene ricordare che l’impegno del paziente nell’eseguire con diligenza il piano di riabilitazione proposto dal team medico è fondamentale per aumentare al massimo l’efficacia del trattamento.