Una sensazione d’instabilità del ginocchio, come se qualcosa, al suo interno, non fosse esattamente al suo posto.

Le lesioni che colpiscono i legamenti crociati non sono tutte uguali: dolore, gonfiore e difficoltà nel muovere l’articolazione possono essere presenti in misura variabile e sono di solito più evidenti se la lesione è causata da un trauma, come una caduta o un movimento forzato.

Che cos’è il legamento crociato anteriore?

Facciamo un passo indietro: i legamenti crociati sono due fasci di tessuto fibroso e portano questo nome perché si incrociano al centro dell’articolazione che contribuiscono a stabilizzare e che collega il femore alla tibia.

Il legamento crociato anteriore però, per qualche motivo, è più sottile e delicato di quello posteriore ed è quindi quello che ha le maggiori possibilità di andare incontro a lesioni.

I sintomi e le cause più comuni della rottura del legamento crociato anteriore

legamento crociato corsa

Come ho accennato poco sopra, la difficoltà nel muovere il ginocchio, il gonfiore ed il dolore possono essere considerati i sintomi più comuni delle lesioni del legamento crociato anteriore, ma l’intensità di questi sintomi può variare notevolmente da caso a caso.

In alcune circostanze, una volta che, dopo qualche giorno, si sia risolto il trauma, il paziente non riferirà più nessun tipo di problema: riuscirà a camminare normalmente e rileverà soltanto una sensazione di minore stabilità del ginocchio.

Non c’è bisogno di dire che se non è diagnosticato per lungo tempo, un simile infortunio possa avere conseguenze poco gradevoli, come un rischio di artrosi significativamente aumentato e una maggiore probabilità di incorrere in altri infortuni.

Inoltre, la minore forza dell’articolazione può causare squilibri significativi e rende impossibile saltare o correre.

Le sollecitazioni meccaniche sono purtroppo la causa principale delle lesioni dei legamenti crociati. L’aumento del numero di persone che praticano sport quotidianamente è uno dei motivi per cui questo tipo di infortunio è in forte crescita nella popolazione: i cambi di direzione improvvisi ed i movimenti bruschi sono una delle cause principali della rottura dei legamenti crociati.

Le cadute e gli incidenti stradali sono le due cause che rappresentano buona parte della casistica che non è imputabile alla pratica sportiva.

La diagnosi di rottura del legamento crociato anteriore

Quando vi sia il sospetto di una lesione, lo specialista eseguirà una serie di test fisici, come il Jerk test, il test di Lachman ed il test del cassetto anteriore, che sono volti a confermare (o smentire) la diagnosi ipotizzata.

Se i test confermano l’ipotesi, si procederà ad effettuare delle ulteriori indagini di diagnostica per immagini (radiografia, ecografia, risonanza magnetica) con il fine di approfondire la natura dell’infortunio e l’eventuale coinvolgimento di altre strutture anatomiche (ossa, muscoli, tendini, ecc.).

Questo permetterà di avere un quadro completo della situazione e quindi di scegliere una strategia adatta a risolvere il problema nella sua interezza.

L’iter terapeutico dopo una lesione al legamento crociato anteriore

A seconda della serietà della lesione e della presenza contemporanea di altri danni ai tessuti, lo specialista a questo punto deciderà se sia il caso di intervenire chirurgicamente o di adottare una strategia conservativa, basata su fisioterapia, farmaci antinfiammatori ed esercizio fisico.

Quando bisogna operarsi?

Spesso una lesione del legamento crociato rende necessario un trattamento chirurgico di riparazione, specialmente quando la rottura è completa, o quando si sono lesionati anche altri tessuti all’interno del complesso articolare del ginocchio, per esempio a causa di una caduta.

La procedura utilizzata ha lo scopo di ricostruire il legamento leso, sostituendolo con tessuto sano. Può essere utilizzato un tendine prelevato dallo stesso paziente (metodo autologo) o, più raramente, un tessuto prelevato da un donatore di organi (metodo eterologo).

Trattamento conservativo

Una strategia conservativa può essere adottata se non si ritiene necessario ricorrere alla chirurgia è importante anche nel caso di un intervento ricostruttivo, allo scopo di velocizzare i tempi di recupero dall’intervento stesso.

In qualche caso lo specialista potrebbe consigliare fisioterapia e farmaci antinfiammatori anche in preparazione all’operazione, esattamente per lo stesso motivo: preparare l’articolazione all’intervento e velocizzare il successivo recupero funzionale.

Intervento chirurgico

tendinite calcifica spalla sala operatoria

Quando non vi siano controindicazioni, l’intervento si effettua con accesso artroscopico.

Questo comporta una ferita operatoria molto più piccola ed un migliore risultato estetico, ovviamente senza influenzare l’efficacia del trattamento chirurgico. La procedura si divide solitamente in quattro fasi, che riporto brevemente:

  • asportazione dei residui del legamento crociato anteriore danneggiato;
  • preparazione dell’alloggiamento del nuovo legamento;
  • realizzazione di tunnel ossei nel femore e nella tibia, per prepararli all’impianto del legamento;
  • inserimento del nuovo legamento all’interno dell’articolazione e sutura.

Il recupero post-intervento

Dopo l’intervento, che dura circa un’ora, la cosa più importante per garantire rapidità ed efficacia del recupero funzionale è senza dubbio l’impegno del paziente stesso nel mettere in pratica le indicazioni del team in merito agli esercizi ed al comportamento.

La diligenza è il vero segreto per massimizzare gli effetti positivi dei trattamenti!

Le tempistiche

Il primo controllo viene programmato di solito fra i 10 ed i 15 giorni dopo l’intervento, anche allo scopo di rimuovere i punti di sutura dalla ferita operatoria.

Una volta trascorse tre o quattro settimane, il paziente dovrebbe essere di nuovo in grado di camminare autonomamente senza l’ausilio dei bastoni o delle stampelle.

Sarà autorizzato a guidare e svolgere le normali mansioni lavorative dopo il secondo controllo, a circa due mesi dalla procedura chirurgica.

Il programma di fisioterapia dovrà però essere seguito per tutto il periodo stabilito dal team specializzato, e comunque per un tempo non inferiore ai 4 mesi. Una volta terminata questa fase, sarà possibile ricominciare anche la normale pratica sportiva.

Domande Frequenti

  • È possibile effettuare l’intervento chirurgico dopo avere inizialmente optato per una strategia conservativa?

Certamente si: i trattamenti conservativi possono essere perfettamente complementari alla chirurgia di riparazione. Specialmente in caso di trauma, non è raro che sia il chirurgo stesso a rimandare la decisione sull’intervento, perché non è facile valutare l’integrità di tessuti gonfi ed infiammati.

  • La funzionalità del ginocchio sarà completamente ripristinata dall’intervento?

È difficile che il ginocchio torni esattamente alla stessa efficienza che aveva prima dell’infortunio. La chirurgia ricostruttiva è molto efficace ma nella maggioranza dei casi si riscontreranno comunque leggere differenze.

  • La medicina rigenerativa può essere efficace in caso di rottura dei legamenti crociati?

In generale, è uno dei trattamenti che possono essere utilizzati sia in parallelo ad una strategia conservativa che per accelerare il recupero dopo l’intervento chirurgico. Non tutti i pazienti però ne possono beneficiare allo stesso modo: solo lo specialista può valutare se sia opportuno utilizzare la medicina rigenerativa e, nel caso, quale tecnica sia la più indicata.