Riepilogo dei tempi post-operatori di un intervento ai legamenti crociati

  • 2° giorno: rimozione dei drenaggi, medicazione e posizionamento del tutore, inizio della ginnastica passiva. Deambulazione con carico completo, se tollerato senza bastoni canadesi;
  • 3° giorno: dimissione dalla clinica e inizio protocollo fisioterapico domiciliare;
  • 15° giorno: primo controllo ortopedico e rimozione dei punti di sutura + visita fisiatrica ed inizio riabilitazione presso il centro di fisioterapia;
  • 30° giorno: secondo controllo ortopedico, deambulazione libera senza tutore. Autorizzata la guida dell’automobile;
  • 30° – 60° giorno: ripresa dell’attività lavorativa, continuazione del protocollo riabilitativo;
  • dal 60° giorno fino al 6° mese: una graduale ripresa dell’attività fisica fino al completo recupero, compreso l’allenamento sport specifico.

Il femore e la tibia sono uniti dall’articolazione più importante fra le due che formano il complesso articolare del ginocchio (l’altra è quella fra femore e rotula).

La stabilità di questa articolazione è garantita dai tendini e dai legamenti che la circondano, i più importanti fra i quali sono senza dubbio i legamenti crociati.

I legamenti crociati sono quattro strutture fibrose, di forma allungata: esiste un legamento crociato anteriore ed uno posteriore per ciascuna delle due ginocchia.

Prendono questo nome per via del fatto che si incrociano fra loro, formando una specie di legatura ad x che ha per l’appunto lo scopo di tenere le due superfici articolari a contatto fra loro.

La capacità del ginocchio di resistere alle pressioni che lo spingono fuori dal suo asse è determinata in buona parte dalla salute dei legamenti crociati.

In particolare, il legamento crociato anteriore è più sottile e quindi delicato rispetto a quello posteriore. Un infortunio ad un legamento crociato, specialmente se ne comporta la rottura, può causare l’impossibilità a correre, difficoltà a camminare e, nei casi più gravi, a mantenere la posizione eretta.

Intervento chirurgico o terapie conservative?

È possibile trattare una lesione che coinvolga un legamento crociato senza ricorrere alla chirurgia solo nel caso in cui il danno sia di entità molto limitata: la capacità del corpo umano di rigenerare il tessuto di cui sono composti i legamenti è relativamente bassa. Il tipico caso di rottura di un legamento crociato deriva da un trauma come un colpo o una caduta, ma non è raro che un cambio di direzione o una decelerazione improvvisa possano sortire il medesimo effetto.

In caso di rottura completa è sempre necessario effettuare un intervento chirurgico per la riparazione del legamento: in caso non si intervenisse si rischierebbe, nel medio-lungo periodo, di creare uno squilibrio che inevitabilmente danneggerebbe le altre strutture del ginocchio come i menischi, la cartilagine articolare e gli altri legamenti.

Una lesione trascurata può facilmente determinare la precoce comparsa di artrosi del ginocchio ed aumentare significativamente la possibilità di distorsioni e traumi futuri.

I tempi di recupero conservativo

Subito dopo il trauma, la migliore opzione è in ogni caso il riposo.

La deambulazione dovrebbe essere assistita da stampelle o bastoni (per evitare di caricare l’arto, rischiando di peggiorare la situazione e creare ulteriori danni) e sarebbe bene applicare ghiaccio ed assumere antidolorifici per lenire l’infiammazione del ginocchio.

Quando sarà trascorso qualche giorno (da una a tre settimane) dal trauma ed il gonfiore sarà scemato, per lo specialista sarà più semplice effettuare una diagnosi completa del problema e decidere, anche sulla base delle esigenze del paziente, se procedere per via chirurgica.

Nel caso in cui si scelga di non effettuare un intervento e di procedere quindi ad un trattamento conservativo, sarà impostato un programma di fisioterapia, che dovrà essere ripetuto periodicamente per supplire all’instabilità articolare causata dal danno al legamento.

L’intervento chirurgico del legamento crociato anteriore

L’intervento di ricostruzione di un legamento crociato è una procedura che, quando non vi siano controindicazioni, si effettua con approccio artroscopico e dura circa un’ora.

Questo consente di ridurre significativamente il tempo necessario per recuperare della ferite post-intervento, accelerando l’intero processo di riabilitazione, fondamentale per la buona riuscita dell’intero trattamento.

Lo scopo è restituire al ginocchio un grado di stabilità e flessibilità più vicino possibile a quello sperimentato prima dell’infortunio, che permetterà al paziente di ricominciare qualsiasi tipo di attività professionale o sportiva.

I tempi di recupero post-intervento

donna al volante

La procedura di riabilitazione deve essere pianificata sulla base delle condizioni e delle esigenze del paziente: a seconda dell’età, delle capacità di rigenerazione e della gravità dell’infortunio che ha causato il danno, i tempi e l’impegno richiesto possono differire anche sostanzialmente. Quello che vale per tutti è invece la grande importanza che quest’ultima fase del trattamento riveste nel determinare il risultato finale.

La movimentazione passiva dell’arto operato di solito può cominciare fin dal giorno successivo a quello dell’intervento e viene praticata per i successivi 12-15 giorni.

In questo periodo, di solito si applica un tutore rigido in modo che il ginocchio non possa subire traumi involontari in questa delicata fase.

In seguito, con la rimozione dei punti, la situazione sarà rivalutata e il paziente potrà cominciare a caricare il peso sull’arto operato ed a svolgere esercizi attivi, possibilmente sempre sotto il controllo del team di riabilitazione.

Dopo il 60° giorno dall’intervento (ed una seconda rivalutazione) di solito è possibile riprendere gradualmente l’attività sportiva (non agonistica).

La completa guarigione del ginocchio avviene dopo circa sei mesi.

Quattro domande frequenti

  1. Può essere necessario eseguire l’intervento di ricostruzione in urgenza?
    L’intervento chirurgico per i legamenti crociati non è mai urgente; al contrario, è necessario che, dopo il trauma, il ginocchio recuperi la sua capacità di estensione e flessione e, soprattutto, che l’infiammazione derivata dall’infortunio si sia completamente esaurita.
  2. Quando è permesso ricominciare a camminare?
    Dipende dall’entità del trauma subito. In caso la stabilità articolare del paziente sia valutata positivamente, è possibile che lo specialista consenta la deambulazione libera (con tutore ma senza stampelle o bastoni), con carico diretto, fin dai primi giorni dopo la procedura.
  3. Quanto va portato il tutore?
    Il tutore rigido, che mantiene il ginocchio in completa estensione, è rimosso dopo 2-4 settimane dall’intervento, sempre a seconda della valutazione del team specializzato.
  4. Quanto dura il programma riabilitativo?
    Il programma riabilitativo dura fra i quattro ed i sei mesi e deve essere completato dal paziente. In alcuni casi, la tentazione può essere quella di interrompere i propri sforzi quando il dolore scompare o quando ci si sente sicuri della stabilità del ginocchio, ma questo errore può compromettere il risultato della procedura chirurgica. Solo dopo la fine del programma sarà possibile tornare alle attività che mettono alla prova la stabilità del ginocchio, come gli sport di contatto o il lavoro manuale usurante.