La lesione del legamento crociato anteriore è un avvenimento frequente nel mondo sportivo.

Si sente spesso parlare di questo tipo di lesione, ma il più delle volte non è molto chiaro il ruolo di questo importante legamento nel funzionamento del ginocchio.

Vediamolo insieme, ma prima è necessario introdurre brevemente il ginocchio.

Anatomia del ginocchio, in breve

L’articolazione del ginocchio, conosciuta anche come articolazione tibiofemorale, fa parte delle cosiddette articolazioni sinoviali.
Le articolazioni sinoviali sono superfici ossee che scivolano su cartilagine articolare.

Il ginocchio è il punto di incontro di tre ossa:

  • tibia, l’osso che si congiunge alla caviglia;
  • femore, l’osso che si congiunge all’anca;
  • rotula, l’osso collocato davanti a femore e tibia, nella parte anteriore del ginocchio.

Questa struttura viene mantenuta salda da diversi muscoli ed ha il compito di sorreggere il peso del nostro corpo.

legamenti crociati permettono a queste ossa di muoversi liberamente e di rimanere salde.

Quando si parla di rottura del crociato, è necessario sottolineare quale dei due è il soggetto della lesione: infatti, abbiamo il legamento crociato anteriore (LCA) e il legamento crociato posteriore (LCP).

Quest’ultimo, comunque, è meno soggetto a rottura, rappresentando il 5% sul totale delle lesioni.

Il legamento crociato anteriore

legamento crociato anteriore

Il legamento crociato anteriore (LCA) svolge una funzione di stabilizzazione dell’articolazione fra tibia e femore: collega la parte posteriore della superficie inferiore del femore alla parte anteriore della superficie superiore della tibia.

L’LCA ha il ruolo di garantire che le superfici articolari (la parte superiore della tibia e quella inferiore del femore) rimangano a contatto ed è quindi fondamentale nel controllare i movimenti di rotazione e di flesso-estensione del ginocchio.

Nonostante sia di piccole dimensioni, il legamento crociato anteriore  – 30 millimetri di lunghezza per 11 millimetri di larghezza circa -, permette di avere il ginocchio stabile e le ossa che lo compongono sempre allineate.

Questa caratteristica è però anche la causa degli infortuni che interessano il legamento crociato anteriore: dal momento che le forze che lo investono sono notevoli, talvolta è sufficiente un movimento scorretto, per esempio una eccessiva rotazione verso l’interno o verso l’esterno, a causare una lesione o addirittura la rottura del legamento.

Rottura legamento crociato anteriore: sintomi

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Dolore, instabilità e gonfiore, che si sviluppa non appena ci mettiamo a riposo: sono questi i sintomi più evidenti di una lesione del legamento crociato anteriore.

Il paziente può avvertire un rumore (una specie di crack) nel momento in cui il legamento si rompe, ma questo non avviene sempre.

Gonfiore e dolore possono essere presenti in misura variabile. Si tratta di sintomi soggettivi, la cui intensità non sempre riflette la gravità dell’infortunio.

Nel caso si manifestino sintomi simili a quelli descritti, è bene che il paziente interrompa il prima possibile qualsiasi tipo di attività fisica, dal momento che il legamento rotto o comunque lesionato può determinare un’instabilità che rende infinitamente più probabile l’occorrenza di altri infortuni.

La rottura del LCA non si può risolvere senza l’intervento di uno specialista, dal quale è meglio recarsi non appena il gonfiore si sia risolto per una diagnosi accurata del problema.

La diagnosi di rottura del LCA

La diagnosi si effettua attraverso:

  • una serie di test fisici durante la visita specialistica;
  • test di imaging.

In genere, i test di imaging servono per confermare la diagnosi dei test fisici, che permettono di identificare la sede del dolore e la conseguente lesione.

I test fisici

Di seguito, ho incluso una spiegazione di due fra i principali test fisici, perché i pazienti siano informati rispetto alla loro funzione ed alla loro utilità.

  • Test di Lachman: a paziente supino, con il ginocchio leggermente flesso, lo specialista traziona la tibia del paziente tenendo nell’altra mano il femore. Se la tibia si sposta facilmente in avanti, questo è indice di una lesione del legamento crociato anteriore. Questo test è utile se versamento e gonfiore sono ancora presenti;
  • Test del cassetto anteriore: il paziente è sempre supino, con anca flessa a 45° ed il ginocchio a 90°. Lo specialista blocca la gamba con il piede in posizione di rotazione esterna e traziona la tibia anteriormente. In caso di lesione del legamento crociato anteriore, provocherà uno spostamento in avanti dell’epifisi prossimale della tibia con uno scatto ben percepibile. Questo test è utilizzato soprattutto nel caso di lesioni non più in fase acuta, nelle quali il gonfiore si è risolto.

Test di imaging

rottura legamento crociato

L’utilità degli accertamenti di diagnostica per immagini è fornire un prezioso panorama della situazione allo specialista.

Ecco i test di imaging che vengono effettuati.

  • Risonanza magnetica: serve per indagare le condizioni dei tessuti molli che circondano l’articolazione. È molto utile per valutare la salute di menischi, legamenti e cartilagini articolari.
  • Radiografia: serve a verificare eventuali problematiche alle ossa ed alle cartilagini come fratture (anche asintomatiche), deformazioni dovute all’artrosi e la presenza di frammenti ossei o calcificazioni.
  • Ecografia: serve e valutare i tessuti molli, come la risonanza magnetica, ma è più specifica nell’accertamento della salute di muscoli e tendini.

Cosa fare in caso di rottura?

La prima indicazione, come ho accennato, è quella di sospendere qualsiasi attività fisica e mettere il ginocchio a riposo.

Questo serve ad evitare che l’instabilità articolare possa favorire l’insorgenza di ulteriori danni.

Applicare del ghiaccio, al massimo quindici minuti ogni ora, per le prime 48 ore può essere d’aiuto nel contenere il gonfiore.

Una volta che questo si è risolto si può procedere ad effettuare una diagnosi accurata del problema e valutare il percorso terapeutico più adatto alle esigenze del paziente.

Trattamento conservativo

Se la lesione è di entità modesta o se il paziente non conduce una vita particolarmente attiva dal punto di vista fisico, lo specialista può valutare l’opportunità di non intervenire chirurgicamente per ricostruire il legamento lesionato.

In genere si consiglia il trattamento conservativo a pazienti sedentari, anziani e con basse necessità funzionali, che nel periodo post-intervento potrebbero avere delle difficoltà durante il programma riabilitativo.

In questi casi, si possono utilizzare tecniche di medicina rigenerativa combinate ovviamente ad un percorso di fisioterapia e di esercizi di riabilitazione.

Come ho spiegato, tuttavia, se la lesione non è davvero minima il legamento non si può riparare da solo e la funzionalità del ginocchio, nel lungo periodo, potrebbe comunque essere penalizzata da questo approccio.

Intervento chirurgico

operazione crociato

L’intervento chirurgico ricostruttivo è l’unico tipo di trattamento in grado di ripristinare pienamente la funzionalità del ginocchio in caso di rottura di un legamento crociato.

Questo perché il legamento crociato antereriore non è vascolarizzato: la mancanza in questione impedisce la guarigione spontanea dell’LCA.

Il paziente deve però essere diligente nell’affrontare il programma di riabilitazione: dopo la procedura, il ginocchio ha bisogno di essere rieducato alla flessibilità e rinforzato, altrimenti si rischia un recupero incompleto e in qualche caso si potrebbe addirittura rendere necessario un nuovo intervento.

I tempi di recupero

Le tempistiche della riabilitazione variano naturalmente da paziente a paziente.

In generale, già dal secondo giorno il ginocchio sarà movimentato dal fisioterapista (riabilitazione passiva) per accelerare tutto il processo.

Dopo 15-30 giorni dall’intervento in genere si procede a rimuovere il tutore, che serve a mantenere l’arto in estensione durante la prima fase del recupero.

Dopo il 60° giorno di solito è possibile tornare a svolgere attività fisica leggera, mentre per riprendere lo sport agonistico in genere è necessario aspettare fra i 4 ed i 6 mesi.

Per avere tutte le indicazioni necessarie per un recupero ottimale in caso di intervento al legamento crociato anteriore, vi consiglio di leggere questo articolo dedicato ai tempi di recupero post-operatori.