La spalla congelata

La spalla è un complesso articolare formato da varie articolazioni, la più importante delle quali è senz’altro quella che congiunge la testa dell’omero (l’osso che sostiene la muscolatura del braccio) alla scapola.

Quando è sana, l’articolazione gleno-omerale (è detta così) ci permette di muovere il braccio con un raggio di azione ampissimo, addirittura superiore alla metà di una sfera, grazie ad una struttura muscolo-tendinea che è formata da quattro tendini che si sovrappongono e prende il nome di cuffia dei rotatori.

Fra la cuffia dei rotatori e le ossa, ad ulteriore protezione dell’articolazione, si trova una guaina di tessuto connettivo che si chiama capsula articolare e che avvolge la parte superiore dell’omero (testa dell’omero) e la cavità glenoidea, l’escrescenza che si trova sulla parte esterna della scapola e serve proprio ad accogliere la testa dell’omero.

Cos’è la spalla congelata

La spalla rigida, detta anche “capsulite adesiva“, spalla congelata, o con un termine di origine anglosassone “frozen shoulder“ si avverte con un irrigidimento dell’articolazione dovuta all’inspessimento dei tessuti che limitano il movimento della spalla.

Quando la capsula articolare per qualche motivo si infiamma e si irrigidisce, limitando il raggio di movimenti che è possibile compiere con il braccio, questa condizione prende il nome di spalla congelata (o capsulite adesiva).

Il dolore alla spalla è un problema piuttosto comune e che per questo tendiamo spesso a sottovalutare; le patologie che interessano la spalla dovrebbero invece essere diagnosticate prima possibile, perché nella maggioranza dei casi una diagnosi precoce permette di effettuare trattamenti meno invasivi e di risolvere il problema con tempi molto più rapidi.

Come riconoscerne i sintomi

spalla congelata sintomi

Oltre al dolore, che accomuna la spalla congelata con le altre patologie che interessano il complesso articolare, il sintomo più evidente che potrebbe suggerire una simile diagnosi è la limitazione dei movimenti possibili.

All’inizio il raggio di movimento del braccio può diminuire di poco:

il “congelamento” dell’articolazione avviene in modo graduale.

La principale caratteristica che permette di distinguere la spalla congelata da altre patologie è proprio il fatto che la limitazione non riguarda solo i movimenti “attivi” ma anche quelli “passivi”.

In pratica, il braccio è impedito nei movimenti anche se questi sono compiuti senza lo sforzo da parte del paziente.

Spalla congelata: le patologie correlate

La spalla è un complesso articolare in cui tutti gli elementi sono solidali nel garantire il funzionamento dell’intera struttura anatomica.

È piuttosto raro che la spalla congelata si presenti come una patologia isolata, senza che vi siano altre condizioni correlate che interessano i tessuti molli o le ossa.

Questo avviene perché, come quando si incrina l’ingranaggio dell’orologio, alla lunga l’intero sistema risente del fatto che uno dei suoi elementi è danneggiato.

Può verificarsi in correlazione ad una patologia primaria, come il diabete, o in relazione alla somatizzazione di alcune patologie psicologiche.

La spalla rigida o congelata può anche essere correlata a una patologia secondaria come una lesione tendinea, della cuffia dei rotatori.

Qualsiasi sia la diagnosi, ad uno specialista qualificato è chiaro che non si possa risolvere il problema in maniera permanente senza riparare tutti i danni che interessano l’intero complesso articolare: lo squilibrio che consegue dalla diversa resistenza dell’elemento danneggiato causerebbe quasi certamente una recidiva del problema, nel breve o nel medio periodo.

Le fasi della spalla congelata

Nel corso del tempo, la spalla congelata di solito evolve seguendo un percorso abbastanza simile in tutti i pazienti: le tre fasi che descrivo in questo paragrafo ricorrono nell’esperienza della maggior parte dei casi che ho trattato.

  1. Fase di raffreddamento: è la fase iniziale e la più dolorosa.
    Un poco alla volta, il dolore peggiora ed il paziente tende ad utilizzare il braccio in maniera sempre più limitata. Nella fase di raffreddamento la spalla conserva ancora buona parte della sua mobilità e la perde solo in modo graduale. Generalmente dura fra le 6 e le 12 settimane.
  2. Fase di congelamento: la rigidità articolare aumenta significativamente, il dolore tende invece ad alleviarsi; in media, questa fase può durare fra 4 e 6 mesi. Se la patologia non è diagnosticata fino al momento in cui si manifesta questa fase, le conseguenze possono diventare più serie. Potrebbero generarsi delle complicazioni ed i tempi per il recupero funzionale dell’articolazione si allungheranno di conseguenza.
  3. Fase di scongelamento: è la fase di remissione, caratterizzata da un graduale miglioramento della condizione. Se la spalla congelata è stata diagnosticata tardivamente o il paziente non è diligente nel seguire le indicazioni per la riabilitazione, questa fase può durare persino più di un anno.

Terapie conservative

spalla congelata prp

Come ho accennato poco sopra, la riabilitazione è importantissima per risolvere la spalla congelata e, più in generale, tutti i problemi che interessano la spalla ed i suoi tessuti.

In alcuni casi, di solito quelli la cui diagnosi è stata effettuata abbastanza precocemente, è possibile evitare l’intervento chirurgico e risolvere il problema attraverso infiltrazioni di antinfiammatori e fisioterapia, talvolta abbinati a tecniche di medicina rigenerativa. Questi sono i casi in cui la patologia si risolve velocemente, di solito nel giro di pochi mesi.

Intervento chirurgico

Se la patologia è invece diagnosticata più tardivamente, o se i tessuti sono troppo danneggiati per sperare che si rigenerino autonomamente, un intervento chirurgico si renderà necessario.

Quando è possibile, lo specialista adotterà la tecnica artroscopica e procederà a liberare la capsula ed a riparare tutti i tessuti danneggiati, che in futuro potrebbero essere fonte di squilibrio e quindi di danni ulteriori. La procedura chirurgica è spesso in grado di restituire velocemente al paziente la sua qualità di vita originale, disturbata dal dolore specialmente quando questo si manifesta di notte, durante il riposo.

Il movimento può essere recuperato attraverso un buon protocollo rieducativo che include – molto spesso – l’intervento chirurgico in artroscopia di liberazione a 360°della capsula (capsular release) intorno alla glena, facendo di fatto recuperare il movimento articolare.

Se la spalla congelata è associata, come detto in precedenza, a una lesione tendinea, è possibile comunque risolvere entrambe le patologie in un unico atto operatorio.

In buone mani chirurgiche e in buone mani fisioterapiche si può dunque eseguire, in un unico atto sia la riparazione del tendine, quindi la causa principale che porta al blocco della spalla, sia “sbloccare” la spalla stessa.

Tempi di recupero

I tempi del recupero funzionale possono variare notevolmente, a seconda della strategia scelta per il trattamento e delle caratteristiche del singolo paziente.

La spalla congelata è purtroppo una patologia che difficilmente si può risolvere in poche settimane e che richiede una certa disciplina anche da parte del paziente, che dovrà svolgere regolarmente gli esercizi e fare attenzione a seguire le indicazioni del team specializzato.

Per questo, vorrei rimarcare l’utilità della diagnosi precoce ed invitare tutti i pazienti a farsi vedere da uno specialista prima possibile, quando il dolore potrebbe far sospettare la presenza di una patologia della spalla.