La parte anatomica cui comunemente ci riferiamo con il nome di spalla è in realtà la combinazione di diverse articolazioni, che ci permettono di compiere un’ampia varietà di movimenti.

La più importante è senza dubbio quella fra omero e scapola (detta scapolo omerale), la cui funzionalità è indispensabile per la maggior parte dei movimenti che riguardano il braccio come:

  • abduzione;
  • adduzione;
  • rotazione.

Che cos’è la cuffia dei rotatori?

Proprio per la sua vitale importanza, la stabilità dell’articolazione scapolo omerale è ben protetta dalla cosiddetta cuffia dei rotatori, una specie di guaina formata dall’intreccio dei tendini che risultano dai muscoli che permettono il movimento del braccio stesso.

Sovrapponendosi, i tendini incapsulano l’intera zona nella quale la testa dell’omero va ad incastrarsi all’interno della cavità glenoidea, una nicchia semicircolare che è posta sull’estremità della scapola e serve proprio a questo scopo.

In condizioni normali, la cuffia dei rotatori è perfettamente in grado di stabilizzare la spalla; proprio per via dell’ampiezza dei movimenti che il braccio deve essere in grado di compiere, i suoi tendini sono però particolarmente esposti ad infortuni e rotture.

I sintomi e le cause più comuni del dolore alla cuffia dei rotatori

Che si tratti dell’effetto di una caduta o dell’usura dovuta all’eccessiva ripetizione di un movimento particolare, il dolore è il sintomo più comune dell’instabilità della cuffia dei rotatori.

I tendini possono danneggiarsi a seguito di uno o più traumi susseguenti, di un sovraccarico di lavoro o per una combinazione di questi due fattori.

L’inattività (qualsiasi ne sia la causa) è il terzo fattore di rischio, particolarmente rilevante nelle persone anziane o molto sedentarie.

Nel caso di sospetta lesione dei tendini della cuffia dei rotatori è molto importante recarsi prima possibile da uno specialista qualificato, che possa confermare la diagnosi e predisporre una strategia adatta a risolvere il problema.

Dal momento che la spalla è un complesso articolare composto da molti elementi ed il suo funzionamento dipende dal mantenimento dell’equilibrio fra gli elementi stessi, è necessario prendere in considerazione tutti i possibili danni alle strutture anatomiche che la compongono, altrimenti il dolore e l’instabilità potrebbero ripresentarsi anche a breve distanza di tempo.

Più rapida e completa sarà la diagnosi, meno tempo e fatica saranno richiesti per arrivare alla soluzione del problema.

Il dolore, che di solito nelle fasi iniziali si manifesta solo quando si muove l’articolazione, nell’arco di qualche settimana può diventare costante e molto fastidioso.

Se il danno è trascurato e non viene diagnosticato tempestivamente, la situazione potrebbe degenerare in modo graduale fino a determinare una seria limitazione dei movimenti possibili con il braccio ed, in alcuni casi, persino l’atrofia dei muscoli della spalla.

La prevenzione dalle lesioni

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Sebbene non sia ovviamente possibile scongiurare del tutto il rischio di incorrere in un simile infortunio, esistono molti esercizi specifici per rinforzare la muscolatura della spalla e diminuire significativamente almeno la probabilità che esso avvenga per via di un sovraccarico o di un movimento sbagliato.

La terapia fisica ha un importanza fondamentale sia nella prevenzione che nel trattamento del dolore causato dalle lesioni della cuffia dei rotatori: secondo alcuni studi scientifici è persino più efficace dei farmaci antidolorifici nell’alleviare i sintomi del problema.

Modifica dello stile di vita

A parte gli esercizi specifici, mettere in pratica uno stile di vita meno improntato alla sedentarietà e più attivo ha chiaramente un effetto positivo sulla salute delle articolazioni, così come porre una maggiore attenzione nell’evitare movimenti scomposti o scoordinati, specialmente nel caso il problema sia connesso alla debolezza dei muscoli.

Perseguire una corretta alimentazione ed evitare fumo di sigaretta ed un eccessivo consumo di alcolici sono tre accorgimenti che completano il quadro dei consigli utili alla prevenzione di tutti i problemi articolari (e di molti altri problemi, anche più seri), dal momento che si tratta di fattori che possono diminuire l’irrorazione di sangue delle aree periferiche e quindi aumentare sensibilmente il rischio di incorrere in danni alle articolazioni.

Terapie conservative

Nel caso la cuffia dei rotatori sia danneggiata, la prima misura da prendere è senza dubbio utilizzare terapie conservative per minimizzare l’infiammazione e quindi alleviare i sintomi che la accompagnano.

Intervenire subito con altri tipi di trattamento non è infatti consigliabile, specialmente se i danni derivano da un trauma recente o se comunque l’area della spalla è gonfia e dolente.

Ginnastica

Come abbiamo visto poco sopra, svolgere esercizi specifici, meglio ancora se sotto la guida di un fisioterapista che abbia esperienza della patologia, ha un effetto antidolorifico ed antinfiammatorio che alcuni studi clinici rilevano addirittura come superiore a quello dei farmaci.

Naturalmente, il programma di allenamento deve essere studiato in modo personalizzato per le esigenze del singolo paziente.

Farmaci FANS

L’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) è la colonna portante di ogni trattamento per la cuffia dei rotatori: permette il riassorbimento dell’infiammazione e, anche nel caso si renda necessario un intervento chirurgico, aiuta a velocizzare i tempi di recupero mantenendo sotto controllo il dolore post operatorio.

Terapie Fisiche

Terapie come le onde d’urto o la Tecarterapia possono essere d’aiuto nella fase di riabilitazione nel caso si opti per un trattamento conservativo, ma anche nella fase successiva all’intervento chirurgico nel caso questo si sia reso necessario.

Intervento chirurgico

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Specialmente quando un trauma è all’origine del danno alla cuffia dei rotatori, di solito si aspetta qualche settimana prima di valutare l’opportunità di ricorrere ad un intervento.

Quando le strutture anatomiche sono infiammate è infatti molto difficile per il chirurgo ortopedico avere un quadro chiaro della situazione e valutare in modo appropriato la necessità di riparare i tessuti lesionati.

Una volta constatata la necessità di un approccio chirurgico al problema, si procede se possibile con metodo artroscopico, che consente di ridurre al minimo i tempi di recupero e le dimensioni della cicatrice post operatoria.

La chirurga è solitamente molto efficace nel risolvere dolore e problemi funzionali ma richiede di affrontare una fase completa di riabilitazione, che si potrebbe riassumere nelle tre fasi che seguono:

  • prima fase (un mese circa): immobilizzazione del braccio per permettere al tessuto muscolare di rimarginarsi;
  • seconda fase (uno o due mesi): fisioterapia assistita, allo scopo di recuperare la funzionalità dell’articolazione;
  • terza fase(due mesi): rinforzo della muscolatura attraverso l’esercizio fisico, prima assistito e poi in autonomia.

La dieta

Nella fase di riabilitazione, l’organismo ha bisogno di più sostanze antinfiammatorie ed antiossidanti rispetto all’ordinario regime alimentare.

Consiglierei dunque di mangiare molto pesce azzurro (sarde, sgombri, aringhe, ecc.), ortaggi, e frutta. Da evitare assolutamente, come ho accennato anche sopra, il fumo di sigaretta e l’eccessivo consumo di alcool.

Cosa non fare

L’atteggiamento che il paziente tiene nei confronti del problema è molto importante per rendere più semplice e rapida la sua soluzione.

La costanza e la diligenza nel seguire le indicazioni di tutto il team specialistico sono la migliore “medicina” con cui il paziente può contribuire alla propria guarigione.

È necessario rivolgersi ad uno specialista non appena si sospetta una lesione della cuffia dei rotatori ed evitare, almeno fino alla fine della fase di trattamento, tutti i comportamenti non corretti, come l’esecuzione di esercizi non consigliati o la pratica di hobby ed attività sportive che potrebbero peggiorare ulteriormente il problema.