Noi tutti, senza fare distinzioni di età o di stile di vita, possediamo due strumenti di lavoro indispensabili alla maggior parte delle attività che svolgiamo: le braccia.

Sono talmente importanti per la nostra routine quotidiana che diamo per scontata la loro salute e solo se c’è qualche problema ci accorgiamo della loro utilità. Un braccio dolente o limitato nei movimenti ha infatti un impatto significativo sulla qualità di vita: vestirsi, lavarsi, pettinarsi e moltissime altre attività, per le quali le braccia sono indispensabili, possono diventare dolorose e faticose o addirittura impossibili.

Quella che ho descritto poco sopra non è purtroppo una situazione rara: il dolore alla spalla, dovuto all’infiammazione o al danneggiamento del complesso di muscoli e tendini che ne permette i movimenti, che si chiama cuffia dei rotatori, è una problematica molto comune.

Anatomia della spalla

articolazione della spalla

La spalla è infatti un complesso formato da varie articolazioni, la più importante delle quali, quella fra omero e scapola, permette l’ampissimo raggio di movimento che le braccia sono normalmente in grado di compiere. Questo è possibile soprattutto grazie alla cuffia dei rotatori, un complesso di quattro tendini (ed i relativi muscoli) che “fasciano” come una specie di cuffia la testa dell’omero e la cavità glenoidea, l’escrescenza ossea posta all’estremità della scapola.

La cuffia dei rotatori è in realtà molto resistente ma il suo utilizzo, pressoché continuo, la può rendere vulnerabile alle infiammazioni ed agli infortuni.

I sintomi più comuni sono il dolore, che può essere continuo o manifestarsi solo quando il braccio viene sollevato oltre un certo angolo, e la limitazione nel raggio dei movimenti del braccio.

Vediamo ora quali sono i tipi di lesione che vengono più spesso diagnosticati nei pazienti che riferiscono questi sintomi.

La lesione parziale della cuffia dei rotatori

Il dolore può essere causato anche da una semplice infiammazione alla cuffia dei rotatori, che si risolve nel giro di una settimana o due se è trattata in modo adeguato con il riposo, la somministrazione di farmaci antinfiammatori e la ginnastica di riabilitazione.

Una lesione parziale di uno o più tendini della cuffia dei rotatori significa che il tessuto interessato, pur danneggiato, non è completamente strappato. Può essere la conseguenza di un’infiammazione trascurata o di un piccolo infortunio, effetto per esempio di una caduta, o di un colpo.

La lesione a tutto spessore della cuffia dei rotatori

cuffia dei rotatori dolore alla spalla

Una lesione a tutto spessore della cuffia dei rotatori si verifica quando il tendine o i tendini interessati sono completamente strappati.

Questo avviene spesso in corrispondenza del punto in cui si inseriscono nella testa dell’omero. È più comune che una lesione totale alla cuffia dei rotatori sia determinata da un trauma, come per esempio quelli che si osservano a seguito di infortuni sportivi o incidenti stradali.

I pazienti che sono affetti da malattie del sistema immunitario o del metabolismo sono più soggetti a questo tipo di lesioni, che possono essere favorite dalla fragilità tendinea causata da queste patologie.

La lesione acuta della cuffia dei rotatori

Una lesione di tipo acuto può essere diagnosticata in pazienti di qualsiasi età, perché deriva da un evento traumatico e non dalla degenerazione dei tessuti.

Tuttavia, come ho accennato poco sopra, la fragilità dei tessuti può rendere l’articolazione più instabile e meno solida e quindi aumentare le probabilità che un trauma causi una lesione acuta. Le lesioni acute sono quelle che di solito causano dolore immediato ed intenso.

La lesione degenerativa della cuffia dei rotatori

Molte lesioni, specialmente di tipo parziale, sono invece il risultato del lento logoramento dei tessuti: l’infiammazione dei tendini li può rendere sempre più deboli fino a causarne lo sfilacciamento (o la rottura completa se sono esposti ad un trauma anche poco significativo).

Le lesioni degenerative possono causare dolore più blando, che si manifesta soprattutto a riposo o dopo uno sforzo intenso.

I fattori di rischio di una lesione

L’invecchiamento cellulare dovuto all’età e la scarsa vascolarizzazione causata dalle malattie del metabolismo o del sistema cardiocircolatorio sono importanti fattori di rischio sia per le lesioni acute che per quelle degenerative.

A questi, dobbiamo aggiungerne l’usura dei tendini, che può essere dovuta ad attività sportiva troppo intensa o, per esempio, ad un carico eccessivo di lavoro manuale. Anche le calcificazioni che si formano sui tendini possono influenzare il deterioramento dei tendini della cuffia dei rotatori.

I sintomi di una lesione alla cuffia dei rotatori

dolore alla spalla cuffia dei rotatori

  • dolore durante i movimenti del braccio, specialmente quelli di sollevamento o di estensione;
  • sensazione di debolezza o di limitazione dei movimenti delle braccia;
  • dolore durante la notte, quando i muscoli ed i tendini sono freddi ed in particolare se vengono involontariamente sollecitati nel sonno;
  • rumori e crepitii durante i movimenti della spalla.

La visita specialistica

In caso di sospetta lesione della cuffia dei rotatori è bene consultare uno specialista prima possibile, per evitare che, con il passare dei giorni, l’infiammazione dovuta alla lesione danneggi ulteriormente i tessuti, rendendo più complesso il trattamento e dunque più lunga e faticosa la successiva riabilitazione.

Anamnesi

Lo specialista discute i sintomi con il paziente e procede all’esame fisico della spalla interessata, verificando attraverso test fisici la natura della sospetta lesione e la possibilità che esistano problematiche collegate (come quelle che possono affliggere la schiena o il collo).

Esami

Per confermare la diagnosi e renderla accurata, molto spesso lo specialista prescriverà esami strumentali come:

  • la risonanza magnetica;
  • l’ecografia;
  • la radiografia.

Questi gli permettono di avere una percezione più completa del problema e della salute dell’intero complesso articolare, della quale bisogna tenere conto nel programmare la strategia di trattamento.

I rimedi

fisioterapia spalla

Come abbiamo visto, una semplice infiammazione della cuffia dei rotatori non rende necessario il ricorso a procedure chirurgiche che, pur se eseguite con tecnica artroscopica, sono comunque invasive.

Se una lesione è presente, al contrario, la chirurgia diviene spesso l’unico metodo sicuro per ripristinare la piena funzionalità dell’articolazione. Anche nei casi in cui il trattamento chirurgico è necessario, la riabilitazione fisica resta centrale per garantire un risultato soddisfacente.

Terapie fisiche

La riabilitazione per la spalla si effettua attraverso un regolare programma di esercizi che all’inizio possono essere svolti con l’aiuto del fisioterapista.

Solo in seguito, quando i tendini saranno tornati più forti, si passerà alla mobilitazione attiva. Anche le terapie fisiche come le onde d’urto o la Tecarterapia possono essere d’aiuto nella fase di riabilitazione, sia nel caso si opti per un trattamento conservativo, che nella fase successiva all’intervento chirurgico, nell’eventualità che questo si sia reso necessario.

Medicina rigenerativa

La medicina rigenerativa può migliorare significativamente il decorso delle patologie ortopediche ed accelerare il recupero funzionale a seguito di un intervento di ricostruzione. L’applicazione di tecniche come PRP o Lipogems ha una doppia azione antinfiammatoria e rigenerativa e può essere ripetuta molte volte senza sortire effetti secondari.

Lo specialista suggerirà la tecnica e le modalità più opportune per le esigenze del singolo paziente.

Intervento chirurgico

Il trattamento chirurgico, che quando non vi sono controindicazioni si effettua con procedura artroscopica, è l’unico che garantisca la piena guarigione nei casi di lesione a tutto spessore, ma anche in molti casi di lesione parziale, se l’estensione della lesione è superiore ad una certa misura.

La riabilitazione successiva all’intervento è la chiave per massimizzare i risultato in termini di recupero funzionale.