Il ginocchio è il complesso articolare che congiunge la coscia alla gamba ed è formato da due articolazioni principali: quella fra tibia e femore e quella fra femore e rotula.

La prima che ho nominato è chiaramente la più importante delle due, in quanto permette i movimenti della gamba, come ad esempio quelli necessari per camminare, alzarsi, sedersi…

Le superfici articolari di questa articolazione (la parte inferiore del femore e la parte superiore della tibia) sono mantenute a contatto dai legamenti crociati, che sono detti così proprio perché s’incrociano in corrispondenza del ginocchio.

Una coppia di legamenti crociati, il legamento crociato anteriore e il legamento crociato posteriore, garantiscono che tibia e femore siano stabili nelle rispettive posizioni e non scivolino anteriormente o posteriormente l’uno rispetto all’altro.

È una funzione molto importante perché il ginocchio è sottoposto quotidianamente a forze notevoli, che possono superare di varie volte l’intero peso corporeo.

Proprio per questo, il legamento crociato è spesso il “punto debole” di molti sportivi, specialmente fra quelli che praticano discipline nelle quali la forza esplosiva delle gambe è fondamentale come i calciatori, i cestisti, gli sciatori, i saltatori o i pallavolisti.

Un colpo, un appoggio mancato o un’accelerazione laterale troppo brusca possono infatti causare la lesione di uno dei legamenti crociati o addirittura la sua rottura: un infortunio che è spesso (ma non sempre!) doloroso e richiede tempi lunghi per il pieno recupero.

È importante notare, come ho accennato poco sopra, che i sintomi di una lesione del legamento crociato possono essere molto variabili: in particolare nei casi in cui la causa dell’infortunio non è un trauma, il dolore può talvolta essere assente ed il gonfiore si può manifestare tardivamente ed in misura contenuta.

In questi casi i pazienti possono essere perfettamente in grado di camminare, pur avvertendo una certa sensazione d’instabilità.

Anche in quest’evenienza, nonostante l’assenza di dolore, se si sospetta un infortunio che interessi i legamenti crociati è bene sospendere prima possibile qualsiasi attività fisica e mettersi a riposo, applicando del ghiaccio sul ginocchio interessato dall’infortunio per contenere il gonfiore (che può svilupparsi anche a distanza di ore dalla lesione).

Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) è senza dubbio quello dei due più esposto agli infortuni perché è di norma più sottile e fragile di quello posteriore.

La diagnosi si effettua attraverso l’esame fisico del paziente e deve poi essere completata e confermata attraverso esami strumentali come la risonanza magnetica e l’ecografia. La radiografia può essere indicata nei casi in cui si sospetti una lesione che interessa anche le ossa.

L’intervento chirurgico

rottura legamento crociato

Purtroppo, la rottura del crociato non si può risolvere senza l’esecuzione di un trattamento chirurgico ricostruttivo.

Per ripristinare un livello di funzionalità del ginocchio paragonabile a quello precedente l’infortunio, si procederà quindi a sostituire il legamento lesionato con del tessuto tendineo prelevato da un’altra parte del corpo (come il tendine rotuleo o i tendini dei muscoli flessori della coscia) o, se disponibile, da un donatore (tecnica allograft).

Quando è possibile, l’intervento si effettua con tecnica artroscopica, che permette di accelerare i tempi della successiva riabilitazione e minimizzare l’impatto estetico della cicatrice operatoria.

Le 5 domande più frequenti

legamento crociato anteriore

Dato che, com’è ovvio, molti dei miei pazienti hanno dubbi simili rispetto alle lesioni del Legamento Crociato Anteriore, ho deciso di raccogliere e pubblicare le domande che mi vengono poste più spesso da loro e dai loro familiari. Ecco le risposte alle cinque domande più frequenti:

  • L’intervento di ricostruzione del LCA è un intervento da eseguire in urgenza?

Assolutamente no! All’opposto, nelle ore immediatamente successive al trauma gonfiore e infiammazione sono di ostacolo persino alla corretta formulazione di una diagnosi, tanto che consiglio ai miei pazienti che sospettino un simile infortunio di mettersi a riposo, applicare del ghiaccio ed assumere farmaci antinfiammatori per qualche giorno dopo l’infortunio. Una volta scemato il gonfiore, sarà molto più semplice diagnosticare il problema e definire una strategia di trattamento.

Le 3 condizioni per l’intervento sono:

  • articolarità del ginocchio tra i 0° ed i 90° gradi;
  • completa estensione del ginocchio;
  • scomparsa dell’infiammazione.
  • Dopo l’intervento, quando è permessa la deambulazione?

La deambulazione senza stampelle, con carico diretto, viene autorizzata dallo specialista il prima possibile, già dal secondo giorno post-operatorio, per permettere l’inizio del percorso di riabilitazione, molto importante per massimizzare il risultato dell’intervento stesso.

  • Quanto va portato il tutore?

Il team medico valuta caso per caso il momento più opportuno per la rimozione del tutore. Di solito, se il programma di riabilitazione è seguito con il giusto impegno, questo avverrà fra la seconda e la quarta settimana dopo l’intervento. Durante la fase successiva alla rimozione del tutore è importante fare attenzione ed evitare comunque di caricare eccessivamente l’articolazione, almeno fino al secondo mese dopo l’intervento, quando lo specialista esaminerà il paziente e lo autorizzerà nuovamente a guidare e svolgere le sue normali attività lavorative o di studio.

  • Quanto dura il programma riabilitativo?

L’infortunio che interessa il Legamento Crociato Anteriore richiede tempi lunghi per il recupero della funzionalità articolare e la riabilitazione. Il programma dovrebbe iniziare, se possibile, già durante la permanenza in ospedale con la mobilizzazione passiva e la fisioterapia e deve essere seguito per almeno 4-6 mesi dopo l’intervento, quando il recupero si completerà e, una volta autorizzato dal team medico, il paziente potrà tornare a svolgere le attività sportive (anche agonistiche) senza preoccupazioni.

  • Si può prevenire?

Nonostante non sia possibile prevenire con certezza qualsiasi infortunio dei legamenti crociati, recenti studi dimostrano che si può ridurre significativamente la probabilità che si verifichino attraverso un programma equilibrato di esercizi di potenziamento muscolare e di flessibilità articolare. Specialmente le atlete delle discipline femminili, che secondo gli studi sono molto più esposte dei loro omologhi maschili, a mio parere dovrebbero effettuare regolarmente questo tipo di esercizi.