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Borsite alla spalla: qual è il suo ruolo nella sindrome da conflitto?

2018-09-12T09:37:56+00:007 marzo 2018|

La spalla è un complesso articolare che unisce la testa dell’omero, la parte superiore dell’osso che sostiene il braccio, con la scapola e con la clavicola. La spalla è tenuta insieme dai tendini e dai muscoli che ne consentono anche il movimento.

La borsa subacromiale è una struttura anatomica situata all’interno della spalla, inserita tra il muscolo sovraspinato, il muscolo deltoide e l’acromion, un’escrescenza ossea che si estende a partire dalla scapola. È composta di tessuto connettivo e serve a diminuire l’attrito che si crea fra la testa dell’omero e la cavità glenoidea, la parte della scapola dove essa si innesta.

In condizioni normali, la borsa subacromiale contiene un liquido, detto liquido sinoviale, che la rende più efficace nell’ammortizzare gli urti e fa in modo che la sua forma si adatti completamente ai movimenti del braccio.

Che cos’è la borsite alla spalla?

La borsite della spalla è per l’appunto l’infiammazione della borsa subacromiale. È una patologia molto comune, che colpisce le persone che compiono sforzi intensi e ripetuti con i muscoli della spalla, come gli atleti [per esempio tennisti, ginnasti e lanciatori] o alcuni lavoratori che svolgono lavori fisici usuranti.

Può avere varie cause, fra le quali le più comuni sono i traumi, anche lievi se ripetuti nel tempo, l’usura dei tendini e le calcificazioni che vi si possono depositare, o lo stato infiammatorio generale dell’articolazione. La spalla è infatti da considerare come un unico sistema interdipendente e quando si formula una strategia per il trattamento di qualsiasi problema che la riguardi, per ottenere il miglior risultato possibile deve essere considerata come tale.

I sintomi della borsite alla spalla

La borsite provoca un dolore intenso, spesso accompagnato da una sensazione di calore. Il dolore può esordire lentamente; di solito si intensifica quando la spalla è a riposo da più di 20 minuti, per via dell’anormale accumulo di liquido sinoviale nella borsa, che limita la mobilità articolare e può causare gonfiore.

Il classico segno della borsite alla spalla è il forte dolore che si avverte sollevando il gomito oltre una certa angolazione, che può rendere impossibile alzare il braccio sopra la testa. Dopo che il paziente ha riattivato la spalla da qualche minuto, il dolore si attenua e può addirittura scomparire, perché il liquido sinoviale torna in circolazione ed è di nuovo in grado di lubrificare l’articolazione.

Il ruolo della borsite nella sindrome da conflitto

Come ho detto, la spalla dovrebbe essere considerata un sistema unico, specialmente quando si formula una strategia per trattare i problemi articolari. Infatti, non è raro che questo problema si accompagni ad altre patologie infiammatorie della spalla, come l’infiammazione dei tendine di uno o più dei muscoli che compongono la cuffia dei rotatori.

Spesso queste infiammazioni sono connesse alla cosiddetta “sindrome da conflitto subacromiale”, una condizione nella quale la testa dell’omero sale e va a spingere sulla superficie del tendine del muscolo sovraspinato, comprimendolo contro l’acromion e rendendo doloroso qualsiasi movimento di adduzione.

Si tratta di una condizione patologica piuttosto comune, che però non è assolutamente da trascurare. Infatti, con il tempo l’infiammazione cronica può causare dolorose calcificazioni, che accelerano considerevolmente l’usura dei tendini e la loro progressiva sfilacciature, fino a causarne a volte la rottura.

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La diagnosi: test ed esami di imaging

La diagnosi della sindrome da conflitto subacromiale non è difficile per uno specialista e si effettua durante la visita, sottoponendo il paziente ad una serie di test fisici [per esempio il test di Neer, il test di Jobe e il test di Yocum].

Tuttavia, al fine di valutare le condizioni dell’articolazione nella sua interezza, spesso il paziente deve essere sottoposto ad analisi di diagnostica per immagini [di solito una radiografia o la risonanza magnetica]. Sulla base dei risultati sarà possibile valutare quale sia la migliore opzione di trattamento.

Terapia conservativa

Nella prima fase del trattamento, la terapia si basa per quasi tutti i pazienti sul riposo, sull’assunzione di farmaci antinfiammatori ed antidolorifici e sulla fisioterapia. Lo scopo è quello di migliorare la funzionalità della spalla ed alleviare il dolore, cercando di minimizzare l’infiammazione.

Per alcuni pazienti, la terapia conservativa è sufficiente ed il problema si risolve gradualmente nel giro di qualche settimana, senza che sia necessario adottare un approccio più invasivo come quello chirurgico.

Non è però insolito che i trattamenti conservativi non siano sufficienti a riportare la situazione alla normalità, oppure che il coinvolgimento dell’infiammazione di muscoli e tendini renda comunque necessario ricorrere ad un trattamento chirurgico.

L’intervento chirurgico in artroscopia

Con l’obbiettivo di risolvere il problema in modo definitivo, si programma allora una operazione. Di solito, quando è possibile, si adotta la tecnica artroscopica. Grazie all’utilizzo di potenti microscopi, questa tecnica consente di operare attraverso piccoli buchi effettuati nella spalla, con il duplice vantaggio di accelerare i tempi di recupero della ferita chirurgica e di consentire risultati estetici decisamente migliori rispetto alla classica tecnica “open”.

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Decorso post-operatorio

L’intervento viene quasi sempre effettuato senza che sia necessario il ricovero del paziente, in regime di ospedalizzazione diurna. Non è necessario utilizzare alcun tipo di tutore ortopedico ne alcun mezzo di immobilizzazione del braccio operato.

Al momento delle dimissioni, al paziente dovrà essere spiegato esaustivamente quali sono i farmaci che deve assumere e quelli che potrebbero essergli utili e le modalità con le quali può utilizzarli. Per massimizzare i risultati della chirurgia, il paziente dovrebbe seguire diligentemente il programma di riabilitazione che gli viene proposto, che di solito ha una durata di 30-40 giorni. Al termine di questo periodo, la situazione dovrebbe essersi completamente regolarizzata.